20 anni fa lancio monetine contro Craxi, oggi lo Yacht di Bossi jr in Tunisia

. Politica

La sera del 30 aprile del 1993 segno' la fine di una brutta giornata per la democrazia, che stava dopo tangentopoli per passare alla cosiddetta seconda Repubblica, con Berlusconi (un po' il clone politico ed inaspettato dello stesso Craxi) che sconfisse nel 94 la "gioiosa macchina da guerra" di Occhetto che definendosi un nuovo Napoleone (tra i sorrisi di un D'Alema che aveva gia' fiutato, come spesso gli succede, l'aria) era sicuro della vittoria. Per la sinistra alcune presunzioni, come ha imparato a suo spese il forse incolpevole Bersani, non portano bene. Bettino Craxi usciva dall'hotel Raphael di Roma e saliva sulla sua auto sommerso da una pioggia di monetine. Gli lanciavano di tutto (molti erano militanti del Pds che tornavano da una manifestazione, ma c'erano anche giovani missini), accendini, pacchetti di sigarette, accompagnati dal grido di: "Ladro", "Un sogno, Craxi a San Vitore". Craxi freddamente replico': "Tiratori di rubli". La sera prima la Camera lo aveva momentaneamente salvato, negando l'autorizzazione a procedere. Poi il 21 marzo del 94 lascio' l'Italia per l'esilio tunisino, senza piu' ritornarvi ne' da vivo, ne' da morto. Il tempo dimostro' come di finanziamenti illeciti si servissero, anche se con modalita' diverse, tutti i partiti. E non e' mai stato abolito il finanziamento pubblico, nostante un referendum lo avesse cancellato. In aula in quei giorni i leghisti agitarono all'indirizzo di Craxi un cappio, simbolo di tutte le ruberie contro la loro immacolata verginita'. Altra cosa che fu appurato e' che Craxi non si mise una lira (la moneta era ancora quella) nelle sue tasche. Non morì certo ricco, ma immalinconito nel suo esilio in Tunisia. Scherzo del destino, e' la foto, che appare proprio in questa ricorrenza, su siti e giornali: e' quella di un lussuoso yacht, da 2,5 milioni di euro, che secondo il gip di Milano, apparterrebbe a Riccardo Bossi, primogenito del Senatur. La barca e' ormeggiata, guarda il caso, a Port El Kantaoui, in Tunisia, ad una settantina di chilometri da Hammamet, citta' dove e' sepolto Craxi. Lo yacht con lo scafo blu notte, lungo 21 metri, dispone di tre cabine, tre bagni e due potenti motori. I pescatori del posto, considerato una delle mete piu' esclusive della Tunisia, parlano male della "mafia italiana", per dire della gente misteriosa e poco raccomandabile che tiene la barca in quel porto. E Bossi Jr , e' descritto come "prepotente" ed "arrogante". Nella marineria ci sono tanti bei nodi, che non tramontano mai, altro che rudi cappi...

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi