Autonomi inneggiano a Preiti, Boldrini "vittime diventano carnefici"

. Politica

Un primo maggio agitato, con molte manifestazioni, qualche tensione come a Torino con gli autonomi contro "il Pd dell'inciucio", ma senza incidenti. Sullo sfondo anche l'attentato davanti a palazzo Chigi, con due carabinieri feriti ed uno in maniera molto grave. Rischia la paralisi totale. Molti individuano nella mancanza di lavoro il malessere sociale che porta a certi gesti. Dando quasi una comprensione ad azioni di spietata ferocia contro dei carabinieri che facevano solo il loro dovere. Laura Boldrini, presidente della Camera, eletta alla presidenza dalla sinistra ed entrata alla Camera nelle schiere di Vendola, si e' recata in Sicilia a Portella della Ginestre, luogo simbolo, perche' proprio nella ricorrenza del 1 maggio, nel 47, si consumo' la strage che costo' la vita ad undici persone. La Boldrini ha detto: "L'emergenza del lavoro fa si' che la vittima diventi carnefice, come purtroppo e' successo davanti a palazzo Chigi". Una presa di posizione che non assolve certo il killer, ma in certo senso e' "giustificativa", cioe' da' un movemente di natura sociale. Ben piu' radicali gli autonomi a Torino che arrivano a fare di Preiti una sorta di simbolo vittima della malvagita' sociale e del clima di inciuci che si respira nei palazzi romani. Hanno issato sul palco a fine manifestazione uno striscione con la foto di Preiti (accanto quella di alcuni suicidi in seguito alla crisi) e la scritta: "Il primo maggio e' per voi. Quello di Preiti e' il gesto di che non ce la fa piu'". Nel popolo del Pd c'e' rabbia. Insultati e strattonati dagli autonomi, bersaglio di sfotto', invettive e uova di vernice nera. Decine di autonomi con i volti coperti da maschere bianche hanno intimato ai militanti del Pd di sloggiare dal corteo. Momenti di tensione, poi e' tutto rientrato, anche grazie alla polizia. (Sempre loro, bersagli di cosidetti folli e di teppisti di vario genere, dagli ultra' agli estremisti mascherati). Ma lo sconcerto tra il popolo del Pd e' completo. E se gli autonomi hanno contestato a gran voce il sindaco di Torino, c'e' chi moderatamente contesta la scelta delle larghe intese.  "E' la vergoga di Torino. Lui ed il Pd - urlano gli autonomi - non meritano di stare qui. Hanno fatto una campagna intera parlando di cambiamento ed ora c'e' il governo dell'inciucio". Un attempato signore invece ferma Fassino e gli dice: "Ho la tessera del partito da 35 anni, prima ero del Pci. Mi avete deluso con questo governo. Non potete stare con la destra". "E con quale maggioranza dovevamo stare, spiegamelo, con quale?", ribatte il sindaco. L'ultima parola ce l'ha il militante: "Con tutti. Ma non con Berlusconi".

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