Letta-Hollande: crescita, sorrisi alla domanda su Berlusconi

. Politica

Parola d'ordine di Letta e Hollande e' una sola: crescita. C'e' stato anche un siparietto, nella conferenza congiunta, al termine dell'incontro, che si e' svolto All'Eliseo. Hollande ha fatto una domanda, gia' sorridendo, a Letta su Berlusconi e le larghe intese e il premier italiano si e' limitato a sfoderare un altro significativo sorriso. L'ironia di Hollande fa da contraltare alle difficolta' nelle quali si trova, con il suo elettorato decisamente insoddisfatto dopo il buon avvio seguito alla vittoria su Sarkozy. La maggior parte dei francesi vorrebbe ora seguire il "modello italiano" con un governo di larghe intese. Per Letta, al suo secondo appuntamento internazionale, dopo il faccia a faccia con la Merkel, l'incontro "e' stato  importante e positivo: devo dire che il tasso di soddisfazione da parte mia e' del 100%". Letta ha anche confermato lo stop alla rata dell'Imu sulla prima casa e la ricerca di un'intesa per superare questa tassa. Ha poi confemato di volere rivedere la riforma Fornero, perche' il lavoro in questa fase ha bisogno di una maggiore flessibilita'. Hollande ha insistito sulla crescita: "Dobbiamo avere delle traiettorie che corrispondano alla realta', senza ridurre i nostri sforzi per le riforme e per il consolidamento di bilancio". Forse ad Hollande, che ha messo nuove discusse tasse, come quella sui ricchi, non piace che i cugini pensino ad abbassare le imposte. Per  Letta servono misure concrete. "La prima condizione per favorire il lavoro in Europa e' il livello dei tassi di interesse per le imprese, per questo vogliamo che l'unione bancaria sia fatta al piu' presto senza perdere tempo". Ed ha aggiunto: "Le politiche di crescita devono essere globali, ovvero europeee. Se la dimensione europea non c'e', se in Italia si compiono scelte che in europa non si vogliono compiere, e' come scavare una montagna e non ce la faremo". 

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