Letta completa la squadra, subito polemica sulla Biancofiore "omofoba"

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Enrico Letta accelera e con un Consiglio dei ministri lampo ha completato la sua squadra con la nomina di dieci viceministri e di trenta sottosegretari: Spiccano tra i viceministri i nomi di Fassina (che era anche candidato alla successione di Bersani nel Pd) e Casero del Pdl all'Economia. Saranno i due "controllori" di Saccomanni. Catricala' e' stato nominato viceministro allo Sviluppo, con Simona Vicari del Pdl, sottosegretario. Tra le altre nomine, il rientro di Micciche', fortemente voluto da Berlusconi, alla Funzione pubblica, Jole Santelli (Pdl) al Welfare e Michela Biancofiore alle Pari opportunita'. Tre viceministri agli Esteri: Pistelli (Pd), Archi (Pdl) e Dassu' (Pd). E subito scoppia una nuova polemica (certo la vita tra destra e sinistra non e' e non sara' facile) sulla Biancofiore, accusata senza mezzi termini da alcune organizzazioni gay. Motivo del contendere alcune sue vecchie considerazioni: "Chi va con i trans ha seri problemi" ed anche "Purtroppo qualcuno nasce con una natura diversa, tra l'altro una natura che non ti fare avere una vita facile". Immediata la replica: "Io omofoba? Non mi conoscono". Qualche tensione anche nel Pd, con molti mal di pancia tra gli esclusi, e con il segretario piemotese, che lascia, perche' della regione nessuno e' entrato nel governo. Archiviate le prime dispute sull'Imu e le nanutarali tensioni, immediatamente successive alle nomine, Letta sta gia' lavorondo al prossimo Consiglio dei ministri, che dovra' varare le prime misure per la crescita e lo stop al pagamento delle tasse di giugno sulla prima casa. Letta parte con il favore di alcune misure che potrebbero agevolarlo, come l'avviato pagamento dei crediti alle imprese e soprattutto l'abbattimento dei tassi da parte della Bce di Draghi. Con Saccomanni alle prese con la ricerca del "tesoretto" di Monti, che molti dicono che non ci sia, come non ci sarrebbe mai stato nei lasciti dei governi passati. Se invece entro maggio ci sara', come annunciato dal ministro dell'Economia, la chiusura delle procedure Ue sul deficit, potrebbe esserci circa 12 miliardi a disposizione del governo.

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