Berlusconi rimane "il nemico", Ddl Pd per sua ineleggibilita'

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Il Pd e' al governo con il Pdl, ma i punti di frizione non si attenuano, anzi soprattutto sul fronte Berlusconi, la contrapposizione rimane totale. Se continua cosi' con i maggiori partiti in preda ad una sorta di schizofrenia politica sara' difficile per Letta non solo ottenere qualche risultato ma anche galleggiare. A Zanda, forse non hanno detto che il governo l'ha fatto Letta con il Pdl e non Bersani con l'aiuto dei grillini. Sta di fatto che il capogruppo del Pd al Senato ha depositato lo stesso Ddl, sostenuto anche da Grillo, per inserire in Costituzione l'ineleggibilita' del Cavaliere. Cosa tra l'altro mai fatta in vent'anni. Non sono le premesse migliori, perche' se il Pd pensa di trattare con il Pdl, come se Berlusconi non ci fosse, la rottura appare inevitabile. E su tasse a partire dall'Imu e sulla Convenzione delle Riforme, sara' necessaria tutta l'abilita' delle diplomazie dei due maggiori partiti per trovare una soluzione. La navigazione di Letta appare fortemente legato allo scioglimento di questi due nodi. Perche' molte delle sue sorti sono legate ai primi cento giorni. Se superera' questa delicata fase iniziale e partira' la Bicamerale per le riforme, l'obiettivo dei 18 mesi pare a portata di mano per il premier, che ha gia' annunciato di volere comunque fare a quel punto di percorsa una "verifica". Per decidere se continuare o ritornare alle urne.

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