Quando De Gasperi di Andreotti disse: "Bravo ma capace di tutto..."

. Politica

Una volta Alcide De Gasperi si lascio' andare ad una battuta con il ministro Togni. I due stavano parlando nello studio dell'allora premier, quando entro' il giovane Andreotti, da poco sottosegretario, con una cartellina in mano, che spiego' chiaramente e rapidamente al suo capo, Togni osservo' e commento: "E' proprio bravo questo giovanotto". Sorridendo De Gasperi replico': "Si', si', e' molto bravo e capace, ma e' anche capace di tutto...". Questo breve aneddoto e' stato piu' volte raccontato dal figlio di Togni. Ma di battute su Andreotti ce ne sono tante, a partire dalle sue. "Il potere logora chi non ce l'ha", "Pensare male e' peccato, ma qualche volta ci si azzecca". E tante altre, alcune anche dei suoi avversari. Famoso il suo lungo duello politico con Bettino Craxi, che poi porto' alla rovina politica di entrambi. Tangentopoli nacque all'inizio, si dice, anche per opera di Andreotti con la Duomo connection, che colpi' il partito socialista. A distanza di poco il filone continuo' e si arrivo' a quel Chiesa, improvvidamente definito "mariuolo" da Craxi, che sturo' tutti i tappi e porto' al crollo della Dc e del Psi. Craxi diceva del Divo Giulio, "E' una vecchia volpe, ma tutte le volpi prima o poi finiscono in pellicceria". In quel momento il segretario del Psi non immaginava nemmeno lontanamente che in pellicceria, quella di Di Pietro, ci darebbe finito prima lui. Anche se poi il calvario di Anreotti fu lungo e doloroso, con i processi per il delitto Pecorelli e soprattutto quello per mafia. Uscira' del tutto pulito dopo dieci anni, ma ormai alla fine di una seppur lunga carriera. Voleva diventare segretario della Dc. Ma non ci riusci' mai, presidente del Consiglio si' per ben sette volte, ma non a piazza del Gesu'. Allora la segreteria della Dc era piu' importante della carica di premier, perche' finanziamenti e nomine passavano tutti da li'. E Moro e Fanfani, che tra l'altro tra loro non si amavano, non lo vollero mai come segretario. Una cosa che lo accumuno' al "nemico" Fanfani e' che nessuno dei due, nostante campagne accuratamente studiate, riusci' a diventare presidente dela Repubblica. Rimangono famosi i venti "franchi tiratori" di Andreotti che preclusero a Forlani, appoggiato anche da Craxi, di salire al Quirinale. Elezione nella quale prevalse poi Scalfaro, cambiando di fatto il corso della politica, nel momento cruciale degli albori di tangentopoli. Dopo levotazione che lo "boccio'", Forlani divvenne pallido come un cadavere ed allora Andreotti lo prese sottobraccio in Transatlantico e  gli offri' un caffe' alla buvette della Camera. Molti i fedelissimi di Andreotti: Franco Evangelisti (famoso, prche' a lui si rivolgevano dicendo "A fra, che te serve...", Sbardella, Pomicino e Vitalone. E tra i giornalisti bisogna ricordare Emilio Frattarelli, che ad ottant'anni suonati, continuava a scrivere e frequentare Montecitorio, sempre con una grande ammirazione per Andreotti, del quale si faceva interprete presso gli altri giornalisti. 

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Commenti

0 # Cosimo 2013-05-06 16:46
Penso che tutti i politici avrebbero voluto e vorrebbero essere come l'on.Andreotti perché era un perfetto politico.
0 # mogol_gr 2013-05-07 04:14
Sempre insieme al guinzaglio degli USA.

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