Berlusconi: processo Mediaset, confermata in appello condanna a 4 anni. Il Pdl: una persecuzione

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Processo per i diritti Mediaset: anche in appello confermata la condanna a quattro anni per Silvio Berlusconi. I giudici della seconda sezione della Corte d'Appello di Milano, infatti, hanno confermato la condanna di primo grado all'ex-premier a 4 anni di reclusione (pena ridotta ad un anno per effetto dell'indulto) per frode fiscale da 7 milioni di euro nell'ambito del processo sui diritti tv per le reti Mediaset con una sentenza arrivata intorno alle 19,30 dopo quattro ore di camera di consiglio. Una sentenza temuta ma attesa dai legali del Cavaliere - che hanno parlato di giudici prevenuti - che ora, se anche la Cassazione dovesse confermare la condanna, potrebbe essere costretto a fare un passo indietro dalla politica in quanto è stata confermata anche la condanna a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, anche se dovrà comunque esprimersi la Giunta per le autorizzazioni. I giudici hanno confermato l'assoluzione per Fedele Confalonieri, presidente Mediaset, e la condanna a 3 anni per il produttore statunitense Frank Agrama. "La forza della prevenzione è andata al di là della forza dei fatti - ha detto a caldo il legale di Berlusconi, Ghedini - ma avevamo la consapevolezza che sarebbe andata così". In mattinata i giudici della Corte d'Appello avevano respinto la richiesta avanzata dai difensori dell'ex-premier di sospendere il processo in attesa di una pronuncia della Corte costituzionale sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in relazione a un legittimo impedimento sollevato dalla presidenza del Consiglio. Ora si attende la reazione del leader del Pdl. Ma l'aria che tira è data dalle prime dichiarazioni dei big del partito: Brunetta ha parlato di "accanimento disgustoso", Schifani di "persecuzione"....

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