Berlusconi: "Non mi arrendo, mi vogliono morto", ma governo grande occasione

. Politica

Berlusconi e' ferito, ma non si arrende e spera di trovare finalmente "un giudice a Berlino", che accolga le sue ragioni. Fuori da Milano quando sara' la Cassazione a dovere giudicare, il Cavaliere e' convinto di potere evitare la condanna definitiva, che lo porterebbe anche ad un "ergastolo" politico con l'inibizione dai pubblici uffici per cinque anni e con la decadenza immediata da senatore. Il leader del Pdl e' apparso tranquillo, inaspettamente sereno, in un'intervista al tg1, ha contenuto la sua "rabbia" anche per assicurare innazitutto che il governo andra' avanti, perche' e' "una grande occasione" per l'Italia. Si tratta di un "tentativo superiore a quello del governo Andreotti". (Quando ci fu l'intesa tra Dc e Pci). Ed insiste: "l'alleanza tra Pd e Pdl non e' in crisi. Non saremo certo noi a fare cadere questo governo". Insomma vicende giudiziarie personali ben distinte da quelle del governo e delle riforme. Anche e soprattutto nell'interesse degli italiani. Berlusconi vede il festival delle sentenze e dei processi che lo stanno circondando ed accusa alcuni magistrati di "volerlo politicamente morto". Ma spiega: "I magistrati politicizzati sono accecati da un odio pregiudiziale". Ed ancora: "Ma io non mi arrendo. Resistero' per deludere le loro aspettative". Ha confermato che sabato sara' nuovamente in piazza a Brescia per parlare anche di giustizia, e della necessita'  di una riforma della giustizia.

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