Berlusconi "convitato di pietra" nel Pd alla ricerca di una bussola

. Politica

Nell'Assemblea nazionale il Pd dovra' trovare una bussola per tracciare la sua rotta fino al Congresso, che con ogni probabilita' sara' convocato domani stesso per l'inizio del prossimo autunno. Non e' un'impresa facile in un Pd, che continua a vincere (probabilmente vincera' anche la sfida per il sindaco a Roma), senza pero' convincere. La balcanizzazione interna scoppiata in modo eclatante dopo la rovinosa strategia per il presidente della Repubblica, rende tutto piu' difficile in attesa della scesa in campo di Renzi e magari di Barca. Un fatto e' che nessuno vuole fare il reggente cioe' impersonare quella figura a tempo, balneare, che dovra' creare il meno possibile problemi al governo, garantire le varie anime ed arginare la sempre piu' nutrita pattuglia anti larghe intese. Forse tocchera' al giovane capogruppo, Roberto Speranza, uomo di Bersani, anche se ha detto che preferirebbe rimanere a fere il capogruppo. Ma quello che pesa sul Pd come un macigno e' il "convitato di pietra", quel Silvio Berlusconi che sembra volere scaricare proprio sul Pd il costo dell'alleanza. Convitato di pietra, da una commedia di Moliere, e' diventata un'espressione con cui si indica una "presenza incombente ma invisibile, muta e percio' inquietante e imprevedibile, che tutti conoscono e nessuno nomina". Le larghe intese hanno complicato ulteriormente i rapporti a sinistra. Berlusconi evoca il sostegno a Letta come l'unica strada per portare il paese fuori dalle secche, riforme costituzionali comprese, e l'opera dei giudici un tentativo di fare fallire il progetto di pacificazione. Questa cornice nella quale viene inserita l'attivita' della magistratura milanese divide profondamente il Pd. Ci sono i prudenti che prendono tempo e sono propensi ad aspettare che la giustizia faccia il suo corso ed elimini definitivamente la scomoda figura del Cavaliere e chi invece, incalzato pure dalla sinistra piu' radicale, vorrebbe subito la testa di Berlusconi. Non si fida piu'. Perche' e' vero anche il rovescio della medaglia: se Berlusconi dovesse spuntarla in Cassazione, trovando per lui finalmente quel tanto invocato "giudice a Berlino", il governo potrebbe andare avanti per i 18 mesi previsti da Letta. Prima di quel termine comunque nessun altro dei processi farebbe in tempo ad arrivare a sentenza definitiva. Gia' domani la Puppato ha annunciato un documento, che e' insieme anti Berlusconi ed anti Letta. Ed alcuni del Pd vogliono recarsi al comizio di Vendola contro Berlusconi. Insomma e' sempre lui a dettare l'agenda, ora anche quella del Pd....

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