Letta: venerdì' Imu e Cig, quattro i punti dei primi cento giorni

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Venerdi' il Consiglio dei ministri approvera' i primi due decreti, sulla sospensione dell'Imu per la prima casa e sul rifinanziamento della Cassa integrazione. Lo ha annunciato Enrico Letta, al termine del ritiro nell'abbazia di Sarteano, dove il governo ha ripreso fiato ed animo, dopo le polemiche sui ministri in piazza a Brescia con Berlusconi. "Fra di noi franchezza e lealta'", ha commentato il premier. Ed Alfano gli ha fatto eco: "I problemi ci sono, ma non ci faremo sopraffare". Quindi Letta ha indicati la road map per i primi cento giorni, che si sa sono i piu' delicati per ogni nuovo governo. Punti chiave oltre all'Imu sono, l'occupazione giovanile, il fisco e le riforme. "Nomineremo subito - ha spiegato Letta - una commissione di esperti esterni, presieduta dal premier, che elaborera', sempre nei primi cento giorni, le proposte da consegnare ai presidenti delle Camere, sperando che sia gia' stata costituita per legge, la Convenzione". Doppio binario quindi, da una parte la Convenzione da istituire con legge costituzionale (tempi abbastanza lunghi, perche' occore la doppia lettura di Camera e Senato ad intervello minimo di tre mesi), dall'altra la commissione di esperti. Priorita' tra le riforme sono l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e la legge elettorale. "Anche - ha precisato il premier - per avere una rete di protezione e non farci trovare impreparati in caso succedesse l'imponderabile con la conseguenza di elezioni a breve". Letta si augurato per le riforme un dialogo costruttivo con le opposizioni ed ha poi affronatato un tema molto spinoso, quello di possibili maggioranze variabili. Questo -ha spiegato - renderebbe complicata la vita del governo. Dopodiche' le forze politiche si assumeranno le responsabilita' sui diversi temi". Letta sa perfettamente che una simile eventualita' porterebbe automaticamente alla fine del governo, perche' "maggioranze variabili" in relta' vogliono solo dire accordi del Pd con i grillini contro il Pdl. E questo potrebbe verificarsi soprattutto su temi molto delicati come la giustizia o l'ineleggibilita' di Berlusconi. Ma il premier guarda anche a quella parte del suo partito che rimane decisamente ostile alle larghe intese. Vuole unificare e non rtompere. Finche' sara' possibile...

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