Piano B di Berlusconi: "abdicare" in favore di Marina, che dice: "Processo farsa"

. Politica

La figlia maggiore di Silvio Berlusconi, Marina, quella che per carattere e determinazione, piu' gli assomiglia, sente aria di "trono", cioe' della leaderrship di un futuro centrodestra, con il genitore in disparte, relegato a padre nobile, con la speranza, se le sentenze lo renderanno possibile, di fare il senatore a vita. Nomina di compentenza del presidente della Repubblica. Marina Berlusconi se ne e' uscita con un'intervista di fuoco contro i Pm di Milano, che stanno conduceno "una farsa che neppure doveva iniziare". E spiega: "Le presunte vittime negano o addirittura accusano l'accusa. I testimoni dei presunti misfatti non ne sanno nulla. Di prove neppure l'ombra". Ed ancora: "Ma quando il teorema crollera', quale interdizione dovrebbe essere chiesta per coloro  che hanno costruito questa montatura infernale?". E quella di lasciare alla figlia la sua pesante eredita' politica e' una delle ipotesi alle quali Berlusconi sta pensando da tempo, nella convinzione che unendo capacita', gioventu', forza, Marina potrebbe, anche per il suo cognome, tenere unito il centrodestra, e diventare la prima donna presidente del Consiglio. Ed Alfano?  Beh per lui un ruolo importante rimarrebbe comunque. Ora il Cavaliere insieme ai fedelissimi sta studiando attentanamente tutte i vai scenari che si potrebbero aprire a breve. Il 24 giugno ci sara' la sentenza di primo grado del processo Ruby. E qui, la possibilita' di una condanna e' quella, visto l'aria che tira, considerata piu' probabile. Nuovo clamore mediatico, nuovo scontro con la magistratura. Ma nella sostanza nell'immediato non cambierebbe nulla. Per l'interdizione dai pubblici uffici e per la condanna al carcere, bisogna attendere il giudizio definitivo della Cassazione. E quello sul processo Ruby rimane molto lontano, due o forse tre anni. Piu' vicino invece e' la sentenza definitiva sul processo per i diritti Tv. Al massimo fine anno od inizi del 2014. Altra strada a disposizione di Berlusconi sarebbe quella di andare prima al voto, candidarsi alla Camera, ed avere cosi', in caso di vittoria alle elezioni,  lo scudo di una sua maggioranza nella giunta delle autorizzazioni. In caso di interdizione dai pubblici uffici, deve essere infatti sempre la Camera di appartenenza a decidere sulla eventuale decadenza. Ma sarebbe comunque un bel pasticcio, perche' se la Camera rigettasse la decisione dei giudici, si aprirebbe (cosa mai avvenuta) un grave conflitto tra poteri dello stato, con la Corte costituzionale, che sarebbe chiamata a decidere. Ed una simile lotta politica nel bel mezzo di una grave crisi economica, e' per tutti da evitare. I rischi di tenuta sociale ed istituzionale sarebbero altissimi. In qualche modo il nodo Berlusconi-giustizia, va sciolto prima. E questo lo sa sia Berlusconi che i suoi avversari. E Napolitano vigila.

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