Letta-Alfano si fronteggiano con chi grida al "tradimento storico"

. Politica

La coppia Letta-Alfano ha il suo da fare a tenere sotto controllo le ali estreme dei loro partiti, che non vedono di buon occhio la nuova maggioranza Pd-Pdl. I due sono giovani e determinati, e potrebbero anche ritrovarsi avversari leader nella prossima sfida elettorale. Ma l'alleanza appena nata e' una sfida nuova contro gli arroccamenti di parti significative di vari poteri ed anche di realta' internazionali. Oltretutto che cosa succedera' dopo eventuali nuove elezioni a breve, e' tutto da scrivere. Perche' gia' con questa legge e' difficile che uno dei due schieramenti possa avere una maggionza autonoma. E se la legge elettorale verra' modificata, nel senso indicato dalla Cassazione, cioe' con l'innalzamento della soglia per ottenere un premio di maggioranza, sara' ancora piu' difficile la vittoria netta di qualcuno. Ed allora ecco che l'attuale coalizione potrebbe nuovamente imporsi per un lungo percorso. C'e' pero' chi rema contro e considera che con Letta si sia passati dal "compromesso stiorico al tradimento storico". Sono parole di Gino Strada, che ben sintetizza quello che e' il pensiero politico di quel popolo nipote del Fronte popolare, che nel'aprile del 48, fu sconfitto dalla Dc. Gia' accordarsi ai tempi di Moro e Berlinguer con i democristiani era stato ostico, ma ora addirittura con Berlusconi e' "troppo", insopportabile. Ma questa e' una posizione politica di quella sinistra che inneggia a Rodota' "presidente" e ce l'ha anche con "il compagno" Napolitano, reo di essere l'artefice della grande coalizione. Che per precauzione, il Pd preferisce non usare, come non gli piace parlare di "larghe intese". Meglio usare il termine piu' rassicurante, almeno per ora, di governo di servizio. La sostanza pero' non cambia. il partito che vuole stabilzzare la situazione deve affrontare anche poteri occulti decisi ad impedire che questa alleanza si consolidi. Quando in Italia si sono verificati cambiamenti importanti od anche solo annunciati, e' successo di tutto. Basti ricordare i servizi deviati, per non parlare degli attentati e delle stragi. Per l'intesa che sorregge l'esecutivo e' fondamentale l'opera del ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, uomo di raccordo con Bankitalia e la Bce, che vuole abbinare rigore e crescita. E' il vero asse del governo, che sta andando avanti lanciando primi positivi segnali come la sopensione dell'Imu e il rifinanziamento della Cassa integrazione. Da tempo e' la prima volta che invece di chiedere, il governo da', ed e' gia' qualcosa. Rimane l'antico problema dei rapporti politica-giustizia, la battaglia delle battaglie. Con Berlusconi che ne e' ormai diventato non solo un simbolo ma l'epicentro. Toglierlo politcamente di mezzo ora, sarebbe sicuramente un punto a vantaggio di chi non vuole le larghe intese. Il Cavaliere lo sostiene e forse lo fa anche per interessi personali. Pero' e' vero che gli equilibri sono al momento sul filo del rasoio, come dimostra la citazione di Napolitano, come teste nel processo Stato-mafia. Probabilmente la Corte d'assise decidera' che non e' necessaria una sua audizione, ma il sasso e' stato lanciato, tanto per gettare nel calderone della politica meno nobile, anche lui. La partita tra governativi ed anti-governativi e' solo all'inizio. Per ora a palazzo Chigi ed anche su colli piu' alti, non ci sono dubbi, sulla necessita' di andare avanti con l'obiettivo della pacificazione, il traguardo piu' importante.

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