Alfano "matrimonio per il paese" e denuncia il partito-contro per "l'indotto del conflitto"

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Angelino Alfano sostiene il governo "un matrimonio non d'amore ma di interesse, nell'interesse del paese" e denuncia quei poteri occulti che lavorano  contro per "un indotto del conflitto", un comparto trasversale che dal conflitto trae lucro. In un'intervista al Corriere, il vicepremier afferma: "Faremo solo riforme condivise. Il governo non e' legato ai processi di Berlusconi". Ed ancora: "La priorita' e' l'economia", per le intercettazioni e lo ius soli, il diritto di cittadinanza per gli immigrati nati in Italia, bigognera' aspettare le prossime elezioni. Un Alfano molto pragmatico spiega: "Il governo nasce grazie a Berlusconi, non nostante Berlusconi. E lui e' stato molto chiaro: nessun fallo di reazione sulla giustizia". Quanto ai rapporti con il premier: "Io e Letta veniamo da due meta' campo diverse e questo e' emerso l'ultima volta a Spineto ed emergera' anche in futuro. Ma ci sono lelata' e chiarezza". E se Letta non vuole schiacciarsi ed apparire come "l'uomo dell'accordo con il nemico Berlusconi", per non bruciarsi una futura leadership, lo stesso fa, dall'opposto punto di vista, Alfano che non vuole apparire come "l'uomo dell'inciucio con la sinistra", che difende anche "i magistrati politicizzati", lasciando magari il campo ad ipotesi suggestivi come quello della candidatura di Marina Berlusconi, al posto del padre. Alfano dice, anche se non tutto, di chi manovra contro "il tradimento storico". "Il governo e' stato ben accolto dall'opunione pubblica, ma con l'ostilta' di quello che chiamerei, il comparto "dell'indotto del conflitto". E' un comparto trasversale tra politica, economia e giornalismo, che dal conflitto trae lucro: penso a certi giornali rosiconi  che di fronte ai dati positivi della borsa, additano solo i buoni risultati del gruppo fondato da Berlusconi. Penso all'enorme letteratura antiberlusconiana, che perde appeal nel momento in cui la sinistra fa l'accordo con lui".

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