Decreto per i giovani, con l'assurdità di una staffetta anziani-giovani

. Politica

"Tagliamo dell'8% i giovani disoccupati", e' la road map del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che intende stanziare 12 miliardi (il ricavato dal rientro dalle procedure per deficit eccessivo) per rilanciare il lavoro giovanile. L'obiettivo e' ambizioso: ridurre del 30% la disoccupazione giovanile. Il governo vorrebbe anche ottenere al prossimo vertice europeo di fine giugno una interpretazione estensiva della golden rule, cosi' da escludere dal tetto del disavanzo del 3%, oltre agli investimenti infrastrutturali, anche le spese per le politiche attive per il lavoro. Non sara' facile, ma questo potrebbe mettere altre risorse a disposizione del governo. Poi ci sono i sei miliardi in sette anni (quattro milioni per l'Italia) del piano approvato da Bruxelles dello youth garantee, per garantire a tutti i giovani un'oppurtunita' di occupazione o di formazione. Si tratta di una goccia in mezzo al mare, ma comunque sempre utile, per liberare anche un po' di ottimismo, fondamentale per uscire dalla crisi. Poi sara' decisa una maggiore flessibilita' per i contratti a termine, rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero. Sara' ridotto a 20-30 giorni l'intervallo per le assunzioni a tempo. Il ministro ha invece frenato sull'ipotesi, molto costosa, di ridurre il costo del lavoro per i giovani assunti. Considerando anche che in Italia quando il governo Prodi avvio', nel 2007, la riduzione dl 5% del cosidetto cuneo fiscale, non si ebbero significativi esiti positivi. Fin qui tutto bene, a parte che per rilanciare in modo significativo il lavoro serve incrementare la crescita, in termini reali. Altrimenti e' difficile creare lavoro "in laboratorio". Si possono creare aspettative, destinate al fallimento. Quello che il governo sta studiando e che, per alcuni puo' essere odioso oltre che ingiusto, e' una "staffetta" anziani-giovani. Cioe' i vecchi si dovrebbero tirare da parte per fare entrare i giovani, ma non i loro figli. Quindi si pensa ad un possibie part-time prima della pensione, con inevitabile dimezzamento dello stipendio. Ed anche a favorire un pensionamento anticipato rispetto ai limiti fissati, ma con una sensibile decuratazione sulla pensione. Ora come si fa ad immaginare di diminuire lo stipendio ad un anziano, che magari deve mantenere pure qualche figlio disoccupato e non ha altre prospettive? E naturalmente non e' che se ne puo' andare in favore del figlio, ma solo di un giovane generico. E magari a lui tocca continuare ad avere il suo disoccupato. Prevedere poi l'abbatimento della pensione e' un'altra cosa priva di buon senso. Si finirebbe con il penalizzare le aspettative per le quali si e' lavorato per una vita. Largo ai giovani, va bene, ma senza ammazzare gli anziani.

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