"Ineleggibilita' Berlusconi", Violante contrario ma Pd diviso, boomerang politico

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Quella della ineleggibilita' di Berlusconi e' una patata bollente per un Pd diviso, che un po' se l'e' andata acercare da solo, con la proposta avanzata dal capogruppo dei senatori, Luigi Zanda, che e' stata subito azzannata da Beppe Grillo, che intende farne una banidera. Intanto e' saltata la riunione della giunta delle autorizazzioni del Senato, che doveva procedere alla nomina del suo presidente. Perche' manca l'accordo tra Pdl e Pd. Se tiene l'accordo dei due partiti, che sono insieme nella maggioranza di governo, sara' eletto il leghista Raffaele Volpi. Ma se una parte del Pd dovesse seguire Felice Casson, ex magistrato sempre del Pd, allora la giunta avra' un altro presidente, su posizioni piu' ostili a Berlusconi. Sara' infatti la Giunta ad esaminare per prima la mozione presentata ddai 5 stelle per la ineleggibilita' del Cavaliere. Ma tempi e modi dipendono dal presidente. All'aula poi spettera' la parola definitiva. La questione sta scaldando gli animi e potrebbe rivelarsi un autentico boomerang politico per chi la sostiene, non tanto per Beppe Grillo, quanto per il Pd. I democratici infatti hanno appena siglato un patto di governo con Berlusconi e tirare fuori una storia vecchia di vent'anni, farebbe saltare il governo, e potrebbe essere un segnale di debolezza e di prepotenza. E Luciano Violante, che da ex magistrato di Costituzione se ne intende, e' decisamente contrario alla ineleggibilita' di Berlusconi. "Per tre o quattro volte, nelle passate legislature - ha spiegato - il centrosinistra ha votato in un certo modo. Se non ci sono fatti nuovi non vedo perche' dovremmo cambiare questa scelta". Quello che i grillini vorrebbero e' dichiare Berlusconi ineleggibile in quanto concessionario pubblico, ai sensi della legge. Ma anche l'ex presidente della Corte Costituzionale Piero Alberto Capotosti ha spiegato che Berlusconi e' eleggibile: "Mi sembra - ha detto al Corriere - che Berlusconi non abbia cariche sociali di nessun tipo. Mi pare che sia solo azionista di maggioranza. Questo non mi sembra sia una condizione tale da provocarne la inellegibilita'. A parte la singolarita' di una pronuncia che arriva dopo oltre vent'anni dalla sua scesa in politica, dopo avere ricoperto le massime responsabilita' di governo". Mentre e' comprensibile la battaglia di Grillo contro Berlusconi, per rafforzare la sua opposizione antisistema, meno comprensibile e' la posizione di una parte del Pd. Infatti sta per arrivare a sentenza definitiva il processo sui diritti Tv, che potrebbe, se la Cassazione lo confermera', portare il Cavaliere all'inibizione dai pubblici uffici per 5 anni. Anche in quel caso dovrebbe pronunciarsi prima la giunta e poi l'aula, per la decadenza da senatore, ma con una "sentenza da fare eseguire". E questo consentirebbe al governo Letta di andare avanti per qualche mese, senza scossoni dagli esiti imprevedibili. 

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