Cassazione: "Da Berlusconi accuse infamanti", tra poco dovra' decidere le sorti del Cav

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"Berlusconi voleva trasferire i processi a Brescia per pure esigenze dilatorie". Ed ancora: "Dall'ex premier accuse infamanti nei confronti dei magistrati milanesi". Lo scrivono i giudici della sesta sezione penale della Cassazione, nelle motivazioni, della loro sentenza del 6 maggio scorso, quando respinsero le richieste della difesa di Berlusconi. Si tratta di una chiara condonnna di tutti gli attacchi politici portati dal Cavaliere alla magistratura, ultimamente nel famoso comizio di Brescia, quando venne contestato da giovani di sinistra. Sara' proprio la Cassazione tra qualche mese, probabilmente subito dopo l'estate, a dovere giudicare in modo definitivo, Berlusconi per il processo per i diritti Tv, dove e'' stato condannato in Appello a 4 anni di reclusione ed a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. E se la Cassazione dovesse confermare la condanna, Berlusconi non potrebbe piu' sedere in Parlamento, ne' ovviamente essere rieletto. Per la Cassazione, il Cavaliere "colpisce un presupposto o una precondizione irrinunciabili della professionalita' e dell'onorabilita' del giudice, quale il dovere di imparzialita' e l'indipendenza di giudizio". Per i giudici l'assunto della difesa di Berlusconi si traduce in una sommaria ed ingiusta accusa, vieppiu' grave per il ruolo pubblico e politico ricoperto dal richiedente, mossa in sostanza a tutti i magistrati degli uffici giudicanti milanesi, che per avventutra o loro malgrado si siano occupati o si stiano occupando 'ratione officii' delle numero vicende giudiziare del senatore Berlusconi". La Suprema Corte difende anche i Pm milanesi: "I pubblici ministeri fanno il loro mestiere e certo non puo' addursi a motivi di temibili intenti persecutori ilmfatto che essi si adoperino a svolgere le funzioni con tenacia e determinazione, anche polemica e decisa, ma mai realmente esorbitante dalla normale dialettica processuale". Si tratta di una risposta molto articolata ed anche politica a difesa del ruolo terzo della magistratura ed una dura condanna di Berlusconi anche per il suo modo di difendersi.

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