30 grillini pronti allo strappo, per 1/3 militanti "basta bavagli" , usati come "droni"

. Politica

C'e' grande fermento non solo nel Pd e nel Pdl, alle prese con la strana maggioranza delle larghe intese, il governo Letta ha creato e continua a creare crescenti imbarazzi anche tra i 5 stelle, che hanno rifiutato di collaborare al "governo di cambiamento", che era nel pensiero di Bersani. Grillo, unico nel panorama politico, guida un movimento trasversale, che ha preso voti a sinistra ma non solo. Infatti ha pescato anche nell'estrema destra e tra gli scontenti di Berlusconi. Gli elettori, che secondo l'Ipsos, provengono dal Pd sono circa il 30%. E guarda caso, un sondaggio, commissionato dal Tg5, indica che un terzo degli elettori di Grillo, proprio il 30%, e' contrario all'attuale linea politica e vorrebbe un cambio di strategia. Non piace la strategia totalmemte antisistema e preferirebbe andare al governo insieme al Pd, per essere partecipi delle scelte, mentre oggi i parlamentari grillini appaiono come "droni", automi comandati a distanza, soprattutto privi di ogni capacita' decisionale. "Il dittatore", detta gli ordini, da' l'agenda, richiama i riottosi ed a volte li caccia. E come sempre quando c'e' o si pensa che ci sia un "dittatore", si preparano le sommosse, si studiano le mosse per abbattere il tiranno, con tanto di riunioni o cene carbonare. C'e' anche chi da lontano guida la rivolta, un "servo afffrancato", nell'occasione, Sonia Alfano, che fu cacciata. Sette deputati e due senatori si sono incontrati in segreto, sognano un gruppo autonomo e sono in contatto con chi nel Pd vorrebbe abbattere il governo delle larghe intese. Sarebbe gia' una trentina i "disertori" pronti ad arruolarsi con il Pd. Vorrebbero staccarsi da Grillo, a partire dai temi della legalita', ma non solo. Aspettano solo l'occasione buona ed un cenno dai compagni del Pd. Cenno che per ora non e' arrivato, perche' lo stesso Pd non sa bene cosa fare e comunque aspetta che i ribelli 5 stelle arrivino ad essere perlomeno una decina al Senato. E' necessario per avere la maggioranza, oltre che alla Camera, anche al Senato.

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