Vince Pd, non convince Pdl, crolla Grillo, astensione record, si rafforza governo

. Politica

Molte le indicazioni venute da questa importante tornata elettorale amministrativa, che ha riguardato Roma, 15 capoluogo, per un totale di 7 milioni di cittadini e 563 comuni. In molti casi, come a Roma si andra' al ballottaggio, ma con il candidato del Pd sempre in pole position. Nella capitale Marino ha oltre dieci punti di vantaggio, ed il distacco appare, salvo miracoli, impossibile da colmare, anche perche' gli elettori grillini ed i sostenitori di Marchini, sono piu' orientati verso il medico di centronistra. Stesso discorso vale per le altre citta', dove il candidato del Pd, gia' in testa, ha maggiori possibilita' di attrazione per il ballottaggio. Il Pdl non convince. Dato in testa, nei sondaggi a livello nazionale, si ferma puntualmente ad ogni verifica sul terreno. Tiene, nel senso che non sparisce, ed in alcuni, rari casi, se la puo' giocare al secondo turno. Molto significativa e' l'altissima astensione che tocca il 15% con punte di oltre il 20% a Roma. Astensione che colpisce in maniera massiccia il centrodestra di Berlusconi, che ha anche molte difficolta' a trovare a parte la Lega, anche lei in evidente crisi, alleanze. Indicativi i casi di Treviso e Vicenza, dove il candidato leghista in rappresentanza del centrodestra e' decisamente in svantaggio, anche se tornera' alle urne tra 15 giorni. Poi c'e' il crollo, che in qualche modo era nell'aria anche se non in questa misura, di Grillo, che ha dimezzato, dove e' andata bene i voti. Un chiaro messaggio alle scelte dell'ex comico ed al suo no al governo di cambiamento di Bersani. Soddisfazione a palazzo Chigi, perche' il voto non solo non da' scosse alle larghe intese, ma anzi le rafforza. Un Pd vittorioso non ha motivo di cambiare rotta ed un Pdl in palese difficolta', che si aggiungono alle vicende giudiziarie del suo leader, e' bloccato, non ha altre vie d'uscita se non sperare che Letta duri il piu' a lungo possibile. Le larghe intese, tanto temute alla vigilia dal Pd, per le ripercussioni sul suo elettorato, hanno invece finito per penalizzare di piu' il centrodestra, che dimostra tutta la sua delusione ed insoddisfazione. Epifani e' contento e vede piu' ottimisticamente la possibilita' di una sua conferma alla segreteria del Pd nel Congresso d'autunno. Un Pd lacerato politicamente, ma comunque vincente nelle urne, come aveva gia' dimostrato nelle regionali in Friuli. Nel Pdl si dovra' cominciare a pensare anche al partito che non esiste, soprattutto da quando Alfano e' andato al governo. Puo' bastare un Verdini, peraltro inquisito, al Pdl per provare a risorgere?

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