Pdl all'angolo con Pd piu' forte ed "arbitro" del governo

. Politica

Il Pdl e' deluso, Berlusconi amereggiato e molto preoccupato, il partito e' a pezzi, mentre il Pd sorride ed e' diventato l'arbitro unico del governo. Perche' il Pdl e' finito all'angolo, e se dovesse provocare una crisi, tutti nel Pdl stapperebbero bottiglie di champagne e non si acconteterebbero del pur ottimo Gutturnio, delle colline piacentine. Il governo del "cambiamento", quello che voleva Bersani sarebbe ora li' a portata di mano. O con il consenso di Grillo od anche senza, perche' la pattuglia di senatori grillini pronti alla "conversione" sono gia' pronti ad uscire allo scoperto. Basta un cenno. Perfino Prodi ha ripreso a sorridere e a partecipare a convegni. Spera che il prossimo giro possa essere il suo. Ed a questo punto, pazienza se occorera' aspettare un paio d'anni. La soddisfazione potrebbe essere ancora maggiore. I sondaggi aveva fatto ben sperare il Cavaliere, ma invece il risultato smonta la teoria dell'onda lunga dell'avanzata del centrodestra. In nessun capoluogo il Pdl ha vinto, e nei ballottaggi parte sempre dietro, con scarse possibilita' di aggregazione e quindi vittima predestinata tra quindici giorni. Il crollo della Lega non fa che peggiorare le cose. Maroni non e', e non sara' mai Bossi. Certo e' che il Pd e' lacerato, ma un partito pur sempre ce l'ha, mentre nel Pdl, soprattutto dopo l'entrata di Alfano al governo, il partito non esiste. Esistono solo consiglieri a vario livello del "Principe", spesso in lite tra loro e con le ideee non chiarissime. Insomma sono vere tante cose, come quella che si tratta di una vittoria al ribasso o in retromarcia, oppure che il governo e' li pronto ad attirare, con chissa' poi quali miracoli, quelli che si sono astenuti, vedendo l'stensione, come un segnale di fiducia "preventiva" ma non scontata al governo. Ma rimane il fatto che Berlusconi ha perso le sue possibilta' di intervento, semplicemente perche' non puo' staccare ora la spina. Il risultato sarebbe non quello di nuove elezioni, ma un nuovo governo di sinistra e basta, e forse anche di un nuovo presidente della Repubblica. Per Berlusconi si preparano giorni difficili sia sul versante giudiziario che su quello politico. Probabilmente per lui la scelta migliore sarebbe quella, che in un simile fragente, avrebbe assunto Aldo Moro: lasciare scorrere, mantenere gli argini e lasciare scorrere nel fiume delle polemiche, tutto il resto.

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