Femminicidi: nel giorno dell'addio a Fabiana il sì della Camera alla Convenzione di Istanbul

. Politica

Nel giorno dei funerali di Fabiana Luzzi, la sedicenne di Corigliano Calabro accoltellata e bruciata viva dal suo ex-ragazzo, nelle ore in cui il ministro per le Pari Opportunità Josefa Idem chiedeva "perdono" a Fabiana e a tutte le donne che sono state uccise per mano di chi abusa della parola 'amore', la Camera dei Deputati ha approvato all'unanimità (545 voti su 545 presenti) la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne  voluta dal Consiglio d'Eurpa e siglata nella città turca l'11 maggio 2011. L'approvazione è stata accolta da un lungo applauso da tutti deputati. Ora il ddl va al Senato per la ratifica definitiva. L'Italia è il quinto paese del Consiglio d'Europa a dire sì alla Convenzione che per diventare operativa deve essere ratificata da almeno dieci paesi e almeno otto paesi membri del Consiglio che ha sede a Strasburgo. La Convenzone è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza: prevede il contrasto ad ogni forma di violenza, fisica e psicologica sulle donne, dallo stupro allo stalking, dai matrimoni forzati alle mutilazioni genitali e l'impegno a tutti i livelli sulla prevenzione, eliminando ogni forma di discriminazione e promuovendo "la concreta parità tra i sessi, rafforzando l'autonomia e l'autodeterminazione delle donne". L'approvazione unanime è avvenuta mentre a Corigliano Calabro si svolgevano, secondo il rito dei Testimoni di Geova, i funerali (senza fotografi e tv per volere ella famiglia) della giovane barbaramente e orendamente uccisa dal diciassettenne suo ex-boy friend. "Di fronte alla scomparsa di Fabiana ribadisco l'impegno di tutto il governo e del ministero da me guidato a fare della lotta alla violenza di genere un punto qualificante di questa legislatura" ha detto il ministro per le Pari Opportunità Josefa Idem che ha partecipato ai funerali. "Questa ratifica non lenisce il senso di angoscia che mi attanaglia pensando alla vita spezzata di questa ragazza, ma anche di tutte le donne vittime di femminicidio. Sento di dover chiedere perdono a lei e a tutte coloro che sono state uccise per mano di chi abusa della parola 'amore'. Lo stato - ha concluso Josefa Idem - deve rendere più effettivo il suo impegno, essere ancora più vicino alle vittime e adesso, proprio partendo dalla ratifica della Convenzione, passare alle azioni politiche concrete"

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