UE, l'Italia esce dall'elenco dei 'cattivi'. Letta ringrazia Monti ma Barroso avverte: non rilassatevi...

. Politica

L'Italia esce dall'elenco dei 'cattivi', il suo rapporto deficit-Pil è sotto il 3% e la Commissione UE ha confermato l'uscita del nostro paese dalla procedura d'infrazione per deficit eccessivo aperta nel 2009 quando il rapporto era arrivato al 5,3%. Questo, in soldoni, significa nel 2014 un 'tesoretto' da 12 miliardi di euro che il governo potrà impiegare per investimenti produttivi senza paura di superare la soglia del 3%. La decisione (peraltro annunciata e che deve essere ratificata da Ecofin e Consiglio europeo di giugno) è stata salutata con grande soddisfazione dal premier Enrico Letta che ha ringraziato i precedenti governi - in particolare quello guidato da Mario Monti - e tutti gli italiani per i sacrifici fatti.  "L'uscita del nostro Paese dalla procedura europea per i disavanzi eccessivi è motivo di grande soddisfazione. Il merito è dello sforzo sostenuto da tutti gli Italiani, che devono essere orgogliosi di questo risultato. Raccogliamo il frutto del lavoro dei precedenti governi, in particolare di quello presieduto da Mario Monti, al quale va il mio personale ringraziamento". Ma la buona notizia che la Commissione UE ci ha comunicato accopagnandola con tutta una serie di 'raccomandazioni' perchè l'Italia prosegua sul cammino delle riforme strutturali (da un mercato del lavoro ancora più flessibile ad una buroicrazia meno oppressiva, dalle maggiori liberalizzazioni allo snellimento della giustizia civile per attrarre gli investimenti stranieri) non deve indurre l'Italia - dice Bruxelles - a rilassarsi. "C'è ancora tanto da fare, il debito va ridotto. Quindi nessun rallentamento sulla via delle riforme" ha detto Barroso cui ha fatto eco il commissario Olli Rehn secondo il quale se l'Italia abolisce l'Imu saranno molto più ridotti i margini del 'tesoretto' di cui potremmo disporre nel 2014.

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