Grillo e Rodotà, c'eravamo tanto amati....

. Politica

Multithumb found errors on this page:

There was a problem loading image 'images/articoli/personaggi/rodotà3.jpg'
There was a problem loading image 'images/articoli/personaggi/rodotà3.jpg'

"C'eravamo tanto amati...". Potrebbe intitolarsi così, come il film di Ettore Scola con Gassman e Manfredi, la fine della love story tra Grillo e i grillini da una parte e Stefano Rodotà dall'altra (poco più di un mese fa fu il candidato di M5S al Quirinale). Un idillio da considerarsi definitivamente concluso dopo il botta e risposta non propro amorevole di oggi tra l'ottantenne ex-Garante per la privacy e il fondatore e leader del Movimento che ha definito Rodotà "un ottuagenario miracolato dalla Rete"... Tutto parte dall'immediato dopo-elezioni comunali, quando Grillo attribuisce la colpa del suo flop agli elettori che nell'urna hanno scelto di votare Pd o Pdl e non M5S decretando così - ha scritto - la vittoria dell'Italia peggiore. Oggi sul 'Corriere' Rodotà, forse non perdonando al'ex-comico l'ultimo anatema di Grillo contro chi tra i suoi vorrebbe un accordo politico con Pd e Sel, dice chiaramente che "Beppe sbaglia", che dare la colpa agli elettori è un errore. "L'ho sentita troppe volte questa frase. Elettori immaturi, che non capiscono. Si dice quando si vuole sfuggire a un'analisi. Ma erano gli stessi elettori che li hanno votati alle politiche. E' una reazione emotiva, una spiegazione che non spiega nulla" afferma Rodotà che poi affonda: "La Rete da sola non basta. Non è mai bastata...Quando si lavora in Parlamento non è che di fronte ad un emendamento in commissione vado a consultare la Rete. Serve un cambiamento di passo". Critiche, anzi bordate, che fanno infuriare Grillo. La replica, pesante, arriva con un post sul suo blog in cui Rodotà (anche se mai nominato esplicitamente) viene chiamato "maestrino dalla penna rossa" (di deamicisiana memoria, ndr), "un ottuagenario miracolato dalla Rete"..."Dopo le elezioni comunali parziali che storicamente, come qualsiasi asino sa, sono sempre state diverse come esito e peso rispetto a quelle politiche - scrive Grillo - c'è un fiorire di maestrini dalla penna rossa. Sono usciti dalle cantine e dai freezer dopo vent'anni di batoste e di vergogne infinite del loro partito, che si chiami pdmenoelle o Sel, non c'è differenza. In prima fila persino, con mio sincero stupore, un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo una grande carriera e di rifondare la sinistra...". A questo attacco il giurista non replica: "Non è nel mio stile" si limita a dire. Ma lo scontro (e l'addio) tra Rodotà e Grillo è solo un sintomo del nervosismo che agita in questa ore i grillini. L'altro segno, alla vigilia della riunione plenaria dei gruppi, è l'insistenza con cui la capogruppo alla Camera di M5S Roberta Lombardi rinnova la sua caccia alle "spie" (non smentendo una sua mail di ieri) e ri-definisce "merda" chi tra i parlamentari grillini passa alla stampa le 'voci di dentro' del Movimento.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi