Duello Letta-Renzi , che pranza con Briatore: "Lo voterei". Il Sindaco punta alla segreteria

. Politica

Una volta prima nel Pci e poi nel Pd c'era il duello infinito tra D'Alema e Veltroni (Anche oggi pur su posizioni simili, non si parlano). Erano giovani politici provenienti entrambi dalla scuola delle Botteghe Oscure. Ora, per i ricorsi storici, nel Pd si ripropone un altro duello, questa volta pero' con due giovani di provenienza democristiana, Renzi e Letta. E se uno e' andato, a sorpresa per il "colpaccio" ricevuto da Bersani con i 101 fronchi tiratori, a palazzo Chigi, l'altro ci vuole andare per guidare un nuovo governo di centrosinistra, dopo le elezioni. Ma Letta non si tirera' certamente da parte. E la sfida continua, giorno, dopo giorno, con un Renzi molto attivo e movimentista. Tanto da fare spazientere piu' di un po' chi ora e' alla guida del Pd, Epifani, e chi  appoggia il segretario,  come lo stesso Bersani, che sente tirare un'aria nuova che potrebbe anche rilanciarlo. In politica mai dire mai... Intanto il sindaco rottomatore, che per forza di cose, tanto per dar fastidio a Letta, fa l'occhiolino ai grillini, si e' visto a pranzo con Briatore. Si proprio lui, il fondatore del Bilionare, amico di Berlusconi, che certamente dal "rosso" e' sempre stato distante. L'aspirante premier forse ha voluto sentire un po' di odore anche di destra, mentre sta andando a caccia di consensi a sinistra. Il pranzo e' andato bene, tanto che Briatore ha detto: "Lo voterei al 100%", ed ha spiegato: "Mi piace perche' combatte le vecchie mummie. Finalmente uno che dice cose normali". Chissa' cosa avra' pensato Berlusconi? Intanto Renzi ci ha ripensato sulla segreteria. Ora sembra intenzionato a provarci, perche' capisce che e' l'unico modo per dare la scalata al palazzo, al quale non fa certo mistero di tenere, quello del governo. "Matteo, devi prenderti il partito", consiglio che gli aveva dato sia D'Alema che Veltroni, oltre che molti dei suoi. Cambia la stategia, prima voleva scindere i due ruoli, segreteria-candidato premier, ora ovviamente non piu'. Obiettivo prima la conquista del partito e poi di palazzo Chigi. Ma essendo un gioco a carte scoperte, non sara' cosi' facile. Gli hanno gia' spiegato i piu' accorti, che per il Pd un conto e' "un uomo solo al comando" ed un altro una leadership espressione di un partito democratico". Renzi vuole mettere "il compagno" Enrico davanti ad un bivio: o con Matteo o contro Matteo (e con Bersani, Epifani Franceschini). Secondo i renziani se Letta si allea con il Sindaco, puo' rimanere un anno e mezzo al governo, fino alle prossime elezioni. Altrimenti se si mette di traverso si rischia lo scontro, con pericoli per il governo se Renzi diventera' segretario. Da una parte i pro Renzi vogliono il Congresso in ottobre, senza rinvii. Mentre l'ala piu' filo governativa preferirebbero rimandarlo. Tra l'altro questo potrebbe consentire di aspettare la sentenza della Cassazione su Berlusconi, che potrebbe allontanarlo dalla politica, facilitando le scelte allo stesso Pd. Il 4 giugno nella direzione si discutera' proprio della data del Congresso. E sono attese scintille. Alla fine della partita si vedra' come andranno le rottamazioni...

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