Presidenzialismo: Napolitano neutrale, Alfano vede "spiragli", mezzo Pd non lo vuole

. Politica

Alfano vede "spiragli" nel centrosinistra sul presidenzialismo prendendo per buone e significative le parole di Enrico Letta a Trento ("mai più un presidente della Repubblica eletto come l'ultima volta") successivamente un pò ridimensionate da palazzo Chigi ma mezzo Pd non ne vuol sentir parlare e si agita inquieto. Idem per Vendola secondo il quale il Pd sta "sbandando". Freddino Maroni: "Non mi sembra un tema urgente". Grillo vede la questione come un "gioco" della maggioranza per distrarre gi italiani. Sull'elezione diretta del presidente della Repubblica (modello francese e americano) si sviluppa l'ultima discussione tra Pdl e Pd nel campo delle riforme. Da sempre cavallo di battaglia del centrodestra, il presidenzialismo o semi-presidenzialismo alla francese comincia a far breccia nel Pd - sono favorevoli Renzi, Veltroni, Prodi e Epifani, contrari Bindi, Fassina e tutta la sinistra del partito - ma non abbastanza per pronosticare un cammino agevole per una così importante riforma della Costituzione. Costituzione che proprio oggi a Bologna, nel giorno della Festa della Repubblica, è stata difesa a spada tratta, così com'è, da un centinaio di associazioni, da diversi costituzionalisti e da un Rodotà p"stupito" se non scandalizzato dalle aperture, o presunte tali,del presidente del Consiglio. Secondo Palazzo Chigi, in realtà, Letta si è limitato ad auspicare che non si ripeta più lo spettacolo andato in onda a Montecitorio un mese fa senza entrar nel merito del sistema di elezione del primo cittadino. Ma è bastato quell'accenno per increspare le acque tra le forze di maggioranza e per prevedere un tira e molla su un tema che il Pdl cavalca con gioia, tanto è vero che Schifani ha subito precisato che, eventualmente, il candidato del centrodestra per un Colle riformato è e resta uno solo: Berlusconi. Difficile immaginare che la sinistra interpreti queste parole come distensive. Il rischio è che ci si impantani in lunghe discussioni di riforme costituzionali possibili lasciando indietro l'urgenza della nuova legge elettorale - sulla quale ha insistito anche oggi Napolitano - e delle misure economiche necessarie al Paese per uscire dalla crisi. Napolitano si è immediatamente tirato fuori: non commenta e vuole rimanere "neutrale" proprio perchè si tratta di un confronto sulle prerogative del capo dello stato. Ma è sicuramente preoccupato che il nuovo fronte polemico - presidenzialismo sì, presidenzialismo no - finisca col materializzare e favorire quella temuta "inconcludenza" delle forze politiche contro cui si è impegnato proprio ieri a "vigilare".

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