Grillo e il sondaggio sulla tv "più faziosa", i primi risultati

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La 'guerra' dichiarata da Beppe Grillo ai media "asserviti al potere" non conosce soste. Il difficilissimo rapporto tra i grillini, a partire dal leader, e i giornalisti di Tv e carta stampatasi arricchisce ogni giorno di nuovi episodi mentre M5S continua con insistenza a chiedere la presidenza della Commissione di Vigilanza sulla Rai. Ieri la cacciata di un cameramen da un comizio di Grillo in Sicilia, oggi il lancio sul blog dell'ex-comico di un sondaggio "sulle rete Tv più faziosa, sul direttore di Tg più schierato, sul conduttore più in malafede" per la simbolica consegna del "microfono di legno". In poche ore - il sondaggio si chiude domani pomeriggio - più di 20.000 risposte dai lettori del blog e già qualche problema forse per l'alto numero di contemporanei accessi. Sulla base dei primi risultati pubblicati sul blog la rete tv considerata "più faziosa" è Retequattro, seguita da Rai3, Canale 5, Rai1, Italia1, La7, Rai2, Sky; il direttore di Tg "più schierato", secondo i lettori del blog, è Toti (Tg4 e Studio Aperto) seguito da Bianca Berlinguer e Mimun; il conduttore "più in malafede", sempre per gli stessi votanti, è Bruno vespa, seguito da D'Urso, Del Debbio, Floris, Formigli, Santoro e Lerner. Grillo ha lanciato il suo sondaggio-sfida con questa premessa: "L'Italia è al 69esimo posto nella classifica della libertà di informazione secondo il rapporto del 2013 di Freedom House. Un Paese giudicato semi libero. Ci precedono, tra gli altri, Ghana, Nauru, Papua New Guinea, São Tomé e Príncipe, Isole Solomon, Samoa, Tonga, Namibia e Guyana. Le televisioni influenzano il giudizio degli italiani più di qualunque altro media, i giornali sono infatti poco diffusi da noi sia come numero assoluto, sia in relazione alle altre nazioni europee. Per un ovvio sillogismo quindi, se l'informazione in Italia è manipolata, filtrata, schierata, adulterata, la massima responsabilità è delle televisioni e di chi ne fa parte. Lo so, è la scoperta dell'acqua calda se tre canali nazionali sono di proprietà di Berlusconi in palese conflitto di interessi in quanto concessionario e gli altri tre dei partiti che li usano per la loro propaganda. I cittadini non possono decidere senza conoscere, né giudicare le scelte della politica. Non sono liberi. Il sondaggio di oggi vuole assegnare il microfono di legno alla rete più faziosa, al direttore di rete più schierato, al conduttore di talk show più in mala fede. A voi il giudizio"...

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