Epifani: Pronti a tutto se Berlusconi fa saltare il tavolo

. Politica

Guglielmo Epifani, alla sua prima direzione da segretario, rinserra le fila attaccando il "nemico pubblico numero uno", Silvio Berlusconi. E lo fa lanciando un avvertmento: "Pronti a tutto se Berlusconi fa saltare il tavolo". Tradotto, anche se non lo dice esplicitamente e' che il Pd e' anche pronto a riproporre un "governo del cambiamento", in stile Bersani, cercando l'alleanza con quella parte di grillini, sempre piu' insofferente. Certo Epifani non pensa nemmeno lontanamente di tornare alle urne. Tra l'altro il Pd ha ora una maggioranza che gli consentirebbe, in caso di dimissioni di Napolitano, di ritentare per un uomo di area, magari lo stesso Prodi, la scalata al Colle. Altra cosa precisata da Epifani e' che il Congresso va tenuto entro l'anno. Non c'e' motivo per rinviarlo. Dovra' essere l'occasione per rilanciare l'idea, la visione, la cultura, l'identita' politica, il progetto dei democratici, partendo dal basso, dagli iscritti. Il segretario ha presentato anche la nuova segreteria, con un solo posto lasciato ai renziani, e non all'organizzazione come avrebbero voluto. Poi frena sulle riforme: "Fermiaci un attimo". Un altra botta a Renzi e' che va separato il ruolo di segretario da quello di candidato premier. Prima no, ma ora Renzi preferirebbe, convinto anche dai suoi, tenere unite le due cariche, per dare maggiore forza all'eventuale premier. Poi sul governo il Pd vuole riprendere in mano il pallino ed essere lui a dettare l'agenda. "Saremo leali al governo - spiega - ma con le nostre priorita'. No all'aumento dell'Iva e rivedere l'Imu". La vera priorita' per Epifani e' la legge elettorale, mentre le riforme per ora possono aspettare. Il segretario del Pd mette il dito nella piaga: "I problemi personali non possono essere confusi con l'interesse del paese. Non si puo' essere appesi alle sentenze attese". Epifani si e' quindi rivolto soprattutto alla parte del Pd piu' sofferente per le larghe intese. Insomma l'impressione e' che se Berlusconi facesse davvero saltare il tavolo tutto il partito brinderebbe con lo champagne. E giugno con la sentenza della Corte Costituzionale, prevista per il 19, sul legittimo impedimento, e' la data di svolta per capire se il governo andra' avanti o meno. 

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