Pdl in crisi, Berlusconi all'angolo

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Il Pdl e' ripiombato in una profonda crisi, che sembrava avere almeno in parte evitata, con la rimonta nelle ultime elezioni di febbraio. Ma lo schiaffo politico di questa tornata di amministrativa pesera' eccome. Berlusconi se lo aspettava, tanto che ieri  si e' rilassato partecipando al matrimonio del figlio di un amico, Ermolli. Il Cavaliere non nutriva speranze, dopo il disastro del primo turno, e si sa che il centrodestra ha scarse capacita' aggregative per il ballottaggio. Ora pero' per Berlusconi ci sara' tanto lavoro da fare per ridare forza ad un Pdl a pezzi e con una classe dirigente divisa e rissosa. Una classe dirigente tra l'altro con uno scarso ricambio generazionale a disposizione. I vecchi sono quelli che sono, nel migliore dei casi buoni solo come quadri di partito, e di giovani non si vede, ne' si sente traccia. Poi c'e' la scomparsa della destra storica, quella che fu di Almirante, portata via via al dissolvimento da Fini. Alemanno ne e' la prova. Una volta il Msi, da solo, a Roma aveva oltre il 30%. Berlusconi e' finito all'angolo: non puo' permettersi nessuna mossa reale contro il governo. Nel Pd non aspettano altro per stappare champagne e fare un nuovo governo con i grillini dissidenti. Oltretutto il Cavaliere e' in attesa di sentenze pesanti, quella su Ruby (che peraltro sembra scontata con una condanna) e quella del 19  giugno della Corte Costituzionale, che dovra' decidere sul legittimo impedimento. Ma in ogni caso Berlusconi non potra' alzare la voce piu' di tanto, per ora l'unica via di salvezza per il Pdl sono le larghe intese, finche' dureranno, con Letta. Un grave errore per il centrodestra sarebbe quello di prendersela con la sempre piu' crescente astensione. Si vince o si perde con chi va a votare. Questa e' la democrazia. L'analisi dovra' invece andare piu' a fondo, partendo dal rapporto con il territorio e dalla selezione di una nuova classe politica. Quello che per il centrodestra ci vorrebbe come il pane e' un "uomo nuovo", qualcuno che riesca  a scaldare nuovamente un elettorato deluso, e come dicono in molti, maggioritario nel paese.

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