Afghanistan, l'amarezza del ministro di fronte all'aula vuota

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Tante parole di cordoglio alla tragica notizia, davvero tante. Ma poche presenze in aula alla Camera quando il ministro della Difesa stamane ha fornito la versione del governo sull'attentato a Farah che è costato la vita al capitano dei bersaglieri  Giuseppe La Rosa. E Mario Mauro non ha potuto nascondere la sua "amarezza" nel vedere tutti quei banchi vuoti, segnalandolo alla presidenza di turno: "Provo un'amarezza profonda, a fronte di quello che è accaduto, nel vedere quest'aula vuota". Quanto alla dinamica dell'attacco terroristico al convoglio dei nostri 'Lince', il ministro ha rivelato che l'autore del gesto è un giovano afghano d 20 anni (non un bimbo di 11, come diceva la propaganda talebana) che è stato arrestato ed ha confessato. Il convoglio è stato bloccato da auto di traverso sulla strada, nel centro della cittadina di Farah, e il giovani è salito sul predellino del primo mezzo lanciando all'interno del blindato una granata, fuggendo poi tra la folla. Il capitano si è accorto del lancio, ha gridato 'granata' ma ha capito subito che non c'era tempo per evacuare il Lince e si è frapposto tra l'ordigno che intanto esplodeva e gli altri tre uomini del suo equipaggio: un eroe. Mauro ha colto l'occasione anche per confermare che l'ultimo tragico attentato (53 le finora le vittime italiane di questa guerra) non modifica la decisione già presa dal governo italiano sulla permanenza del nostro contingente militare in Agfghanistan e che la missione pertanto si concluderà, come previsto e annunciato, alla fine del 2014.

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