Bersani: "Matteo leader? Cosi' si iscrive Briatore"

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Un Bersani che vuole riprendersi il centro del ring, va giu' duro: "Che cosa vuole fare Renzi? Il premier? Quello lo abbiamo gia', ed e' Enrico Letta. Allora vuole fare il segretario? E che cosa pensa di fare, di iscrivere Briatore e gente cosi'?". Bersani - parla con il Corriere - ed ha il dente avvelenato con Renzi. Non ne fa una questione personale, pero' e' fermamente intenzionato a porsi chi vuole fare "l'uomo solo al comando". "Io sono - spiega - contro un partito personalistico. Io sono un emiliano (ed in Emilia e' ban nota la proverbiale testardagine dei piacentini) per me il partito e' una cooperativa e non una spa". Cosi' si delinea il fronte anti Renzi, con un documento dei bersaniani "no a personalismi, primarie da ripensare". Ma il partito, nonostante le utlime vittorie elettorali, ribolle. Dopo i 101 franchi tiratori, che affossarono Bersani, spuntano i 40 deputati, che in una lettera affermano: basta liti, parliamo di contenuti. Ed e' una mossa, che non avra' fatto certo piacere a Bersani, visto che e' firmata anche da molti a lui vicini in passato. Per ora l'asse Bersani-Franceschini-Letta, che reggeva il partito si e' diviso, senza pero' "rompere". Letta si e' sfilato e di fatto sta a guardare cosa succede da palazo Chigi. Ed optera' all'ultimo per la soluzione che se non lo "blindi" (cosa molto difficile per le innumerevoli variabili, a partire dalle vicende giudiziarie di Berlusconi), almeno lo aiuti sul fronte governo. Franceschini invece ha preso le distanze e con i suoi e' stato chiaro: "Ci vuole un leader nuovo e ci vuole una politica nuova". Sembrerebbe un'apertura a Renzi. Pero' Franceschini fa un distinguo rilevante, che non piace proprio a Renzi: "la figura del segretario e quella del premier vanno scisse". Leader eletto dagli iscritti e primarie aperte per palazzo Chigi. Una soluzione che taglierebbe fuori Renzi dalla corsa per la segreteria, consentendogli pero' di partecipare alla corsa per la premiership. Pero' a questo punto Renzi potrebbe trovarsi di fronte non uno sconosciuto, ma Enrico Letta, che avrebbe anche l'appoggio del partito. Insomma una strategia molto democristiana per mettere all'angolo Renzi, evitando rotture traumatiche. E la lotta tra ex dc e post coministi rimane uno dei punti principali dello scontro interno. Gianluca Bressa, vicino a Fanceschini, commentando la mancata partecipazione alla riunione di Bersani, ha commentato seccamente: "Ma quella e' un'assemblea di comunisti...".

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