Alfano: Via Imu e stop all'Iva, Letta "Agire subito"

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Non ci sono ridorse, non c'e un euro. E per fermare l'aumento dell'Iva di un punto e azzerare l'Imu sulla prima casa  servono 8 miliardi l'anno, ossia risorse non rinvenibili. Sul fronte lavoro servono altri soldi per eliminare il cuneo fiscale per le nuove assunzioni. E si sa per reperire risorse si possono solo imboccare tre strade, della quali una non possibile per l'Italia, cioe' stampare moneta. Le altre due sono aumentare le tasse o ridurre le spese. Con grossi problemi su entrambi i fronti, perche' si rischia di penalizzare le fasce piu' deboli. Ma anche tassere i cosidetti ricchi porta conseguenze negative, perche' finisce per diminuire la circolazione di liquidita', aumentare la recessione, con un danno anche per i piu' deboli. Lavoro molto difficile a palazzo Chigi, pressato sia dal Pdl che dal Pd. Entrambi non vorrebbero aumentare l'Iva, mentre il Pdl insiste anche per l'azzeramento  dell'Imu sulla prima casa. Si sta anche valutando di rimandare per ora l'aumento dell'Iva, perlomeno da luglio a gennaio.  Il vicepremier, Angelino Alfano, coadiuvato in questo dal capogruppo del Pdl alla Camera, manda un avvertmento. "Imu ed Iva non sono un capriccio, ma l'obiettivo che ci siamo dati. Siamo al governo per liberale i cittadini dall'oppressione fiscale". E Letta alza la voce e rilancia la lotta alla disoccupazione: "Bisogna agire subito". Lo ha detto al vertice europeo a Roma tra i ministri del lavoro, di Italia, Spagna, Francia e Germania: Ed a fine luglio si svolgera', proprio su richiesta del premier, un vertice europeo dedicato al loro giovanile. E da li' Letta vuole uscire con fatti e non con le solite chiachiere. Ma in mattinata Letta aveva parlato alla Conferenza dei prefetti. "Si e' bravi se si dicono i no giusti, non solo se si dice di si'". E questo puo' riferirsi all'aumento dell'Iva. A preoccupare i ministri Saccomanni e Zanonato e' ancora l'Europa, che non ha ancora chiuso la procedura di infrazione per deficit eccessivo e tiene rigorosomente sott'occhio i conti dell'Italia. Pero' Letta avverte anche l'Ue: "L'Europa non si affidi solo ai numeri, non e' solo Ecofin, ma cerchi di affrontare il problema piu' drammatico, quello del lavoro ai giovani". Il premier segnala poi un rischio molto concreto: "Le prossime elezioni europee, se non si cambiera' passo, potrebbero regalarci l'Europarlamento piu' scettico della storia. E questo sarebbe un disastro per tutti". Certo e' difficile andare avanti cosi', la corda rischia di spezzarsi in ogni momento. La solidarieta' non puo' valere a senso unico. L'Italia, quando c'era bisogno di aiutare ha aiutato (come ricordo' Monti piu' volte quando era premier), ma ora sembrano guardarla tutti con diffidenza.

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