Berlusconi: "No a ribaltoni", il D-Day mercoledi' con la sentenza della Consulta

. Politica

Berlusconi, da vecchio volpone, senta puzza di bruciato, vede le manovre del tandem Bersani-Efpifani, che vorrebbero conquistare palazzo Chigi, per mettere fine alle "larghe intese" e riproporre un "governo di cambiamento", vede anche il pericoloso movimento dei grillini, che gia' si vogliono macchiare di parricidio, per dare vita ad un nuovo gruppo di venti senatori, che possa aprire le porte ad una maggioranza alternativa ed allora blocca qualsiasi fuga in avanti dei suoi, all'insegna del "questa volta niente ribaltone". Ribaltone che tra l'altro avrebbe tutte le sue difficolta' di realizzazione, a partire dalla contrarieta' di Napolitano e del Pd lettiano ed ora anche renziano. Potrebbe ritocersi contro il Pd e finire per diventere un assist al populismo di destra e di sinistra. Tanto che e' sceso in campo, Francesco Boccia, potente consigliere economico di Letta, per precisare: "Un esecutivo di scossa e' possibile solo quando si vincono le elezioni". Insofferenze? "Solo nelle stanze romane". Ed ancora: "C'e' un impegno solenne preso con Napolitano. Inviteri tutti a ragionare su come contribuire all'azione di governo". Cosi' Berlusconi puo' riprendere fiato ed affermare: "Grande risultato il "decreto del fare", frutto della collaborazione tra destra e sinistra dopo decenni di contrasti". Ma avverte: "Continuare su questa strada. Le risorse per Iva e Imu si troveranno". Tutti i pensieri del Cavaliere (e per motivi diversi non solo i suoi, ma di tutti amici, alleati ed avversari) sono concentrati con il D-Day, mercoledi' 19 quando la Corte Costituzionale si pronuncera' sul legittimo imoedimento, che potrebbe spalancargli le porte dell'inferno o "salvaro". Si tratta per Berlusconi di una decisione "squisitamente politica". Dei 15 giudici costituzionali solo 4 sono a suo favore con 9 contrari. Ma se i 4 di nomina presidenziale dovessere votare a favore di Berlusconi, le cose cambierebbero. Berlusconi si dice "pessimista", anche se spera molto in un "aiuto" di Napolitano, l'unica persona della quale si fidi. Certo la prossima settimana i titoli dei giornali saranno molto diversi e non si parlera' di altro, con tutti gli scenari possibili. Ma anche se dovesse veder respinto il ricorso, che poi e' un po' "l'ultima speranza", al Cavaliere non resterebbe altro che aspettare la sentenza definitiva della Cassazione, che in ottobre potrebbe condannarlo definitivamente a 4 anni di carcere e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. In quel momento si', si aprirebbbe inevitabilmente, una nuova fase, dagli esiti molto incerti, anche per Letta e le "larghe intese".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi