G8: Letta incontra Obama e risponde al Cav, non si 'sfora' niente..

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Un incontro con Barack Obama, il primo, e una risposta anche un pò tagliente a Berlusconi che lo aveva invitato a infischiarsene dei patti UE e a 'sforare' il 3% del rapporto deficit-Pil per trovare i soldi necessari a abolire l'Imu e a congelare l'Iva. E' passata così la prima giornata del premier italiano al vertice del G8 in corso da stamane in un'amena località dell'Irlanda del Nord, Lough Erne, nel resort scelto da Cameron per ospitare il summit degli Otto grandi. Mezz'ora di faccia a faccia con il presidente americano che hanno fatto dire a Letta che l'incontro era andato bene, anzi "meglio di così non poteva andare". A quanto è dato sapere Barack Obama ha convenuto con il premier italiano sulla necessità di affrontare nel corso del vertice il problema del lavoro (che non c'è, così come la ripresa che è ancora debole sia a livello europeo che mondiale) e soprattutto della disocupazione giovanile. Letta aveva fatto un punto d'onore della questione impegnandosi a convincere i colleghi a destinare una parte del tempo del summit a quest'emergenza. E così - sembra - sarà, tanto che lo stesso Obama ha annunciato che farà un intervento proprio sull'argomento. In Irlanda del Nord, nel giorno del suo esordio al tavolo degli Otto grandi, Letta  che dopo Obama a incontrato Cameron e il premier canadese - è stato costretto ad occuparsi delle questioni di politica interna italiana (ma anche questa è una costante nelle nostre partecipazioni agli incontri internazionali...). Ed ha risposto all'affondo del Cavaliere sul tetto del 3% che - a giudizio dell'ex-premier - è possibile sforare senza correre il rischio di essere 'cacciati' dall'Europa, affermando da presidente del Consiglio che l'Italia intende rispettare i patti sottoscritti in ambito UE e che dunque non si 'sfora' niente... Un 'no' chiaro ai consigli di Berlusconi, anche per rassicurare Bruxelles che si era subito agitata per le parole del leader del partito alleato del Pd e con il Pd al governo del paese. Comunque, ha aggiunto Letta, le parole di Berlusconi non hanno avuto nessuna eco al summit degli Otto grandi, un vertice che ha all'ordine del giorno le tre 'T' - Tasse, trasparenza e Commercio (Trade) - ma che può incagliarsi sul confronto USA-URSS e quindi tra Obama e Putin sul caso Siria, con Washington a premere per una 'no-fly zone' sul modello libico per impedire all'aviazione di Assad di bombardare i ribelli e Mosca che non  vuole sentirne parlare. Putin non se la sente ancora di abbandonare al suo destino il dittatore siriano, pur consigliandogli moderazione, soprattutto adesso che i ribelli stanno perdendo terreno e che in Turchia la protesta sta indebolendo Erdogan. 

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