Berlusconi in "gabbia", se esce lo impallinano. Cassazione decisiva su "Era ovvio che sapesse..."

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La politica e' stata sempre fatta di giochi. Ma a volte sono duri ed in qualche caso durissimi, con esiti imprevedibili. E molto spesso i giocatori rimangano schiacciati dai loro stessi giochi. Fu ad esempio il caso di Andreotti con Craxi, ai bagliori di Tangentopoli. Ora tutto ruota intorno a Berlusconi ed alle larghe intese, ma anche al ribaltone ed a Bersani, senza trascurare Renzi che e' li' pronto ad intervenire, pronto a raccogliere la cacciaiagione colpita da altri. In molte ricostruzione giornalistiche (qualcuna interressata se non altro perche' coincidente con il proprio sentire), viene descritto un Berlusconi che mantiene la calma dello statista solo all'esterno, mentre nelle segrete stanze sarebbe infuriato "per il trattamento infame" e per la guerra dichiarata, che lo vede vittima sacrificale gia' disegnata. E per questo disposto a fare saltare le larghe intese, ma non sulle sue sentenza, ma sul piu' popolare fronte dell'Iva e dell'Imu. Ora tutto vero, che Berlusconi sia fuori di se' (anche se mantenere l'applomb esterno gli e' valso il riconoscimento di Napolitano) e che si sia sfogato con alcuni dei suoi. Ma e' altrettanto vero che non puo' permettersi una crisi di governo. Sa benissimo che sono in molti, con Bersani in testa, pronti a stappare champagne e a fare subito dopo il ribaltone, dando vita a quel "governo di cambiamento" con i ribelli grillini, che tanto era voluto dall'ex leader del Pd.  Berlusconi deve un po' alzare la voce, perche' avendo la debolezza di non potere rompere, rischierebbe altrimenti di rimanere schiacciato. Ma dalla "gabbia" non puo' uscire. Subito dopo una crisi sarebbe definitivamente fatto a pezzi politicamente e non solo dagli avversari ma anche da molti "amici". Puo' cercare di tirare abilmente la corda e aspettare la sentenza della Cassazione. Sperando nella moral suasion di Napolitano in favore dell'equilibrio dei giudici, nella nomina di Giorgio Santacroce, uomo non simpatizzante della sinistra giudiziaria, a presidente della Cassazione e soprattutto nell'avvocato Franco Coppi, altra figura indipendente, che ha preso in mano il ricorso in Cassazione. Coppi ha presentato un ricorso di trecento pagine, chiave di tutto le due sentenze della stessa Cassazione con le quali la suprema Corte ha gia' riconosciuto l'estraneita' di Berlusconi alla vendita dei diritti Tv e la debolezza della sentenza di condanna che si regge su una sorta di teorema: "E' ovvio che sapesse...". Su quell'ovvio, che sostituisce la "pistola fumante ,e che racchiude il suo ruolo, Berlusconi si gioca l'ultima disperata partita. E se Coppi non fara' la fine di Ghedini, per Berlusconi si tratterebbe di una vittoria "clamorosa". 

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