Prodi: "My game is over" ma "gli esami non finiscono mai", ricomincia corsa al Colle e c'e' anche D'Alema

. Politica

Romano Prodi, da buon professore, uno degli esterni della Dc di De Mita degli anni 80, e' uno tenace che non molla mai. Dopo la delusione per la corsa al Quirinale, stroncata da 101 franchi tiratori del Pd e costata cara a Bersani, dopo un breve periodo, ha ripreso a farsi vedere in giro qua e la'. Qualche battuta, qualche considerazione, tanto per fare vedere che lui c'e' non e' sparito dopo la figuraccia. Ora riappare ufficialmente con una lettera al Corriere, dove ribadisce di non volere piu' immischiarsi nella politica attiva e nelle vicende del Pd, tra l'altro piuttosto complicate. Meglio cercere di mantenere quel profilo super partes e quel ruolo internazionale, attentamente strudiato, per proporsi per il Quirinale. Rispetto a chi lo avrebbe voluto schierato dalla parte di Renzi per la corsa alla segreteria, Prodi ha ribadito che nonostante il suo affetto e la sua gratitudine per il Pd "My game is over", cioe' la mia partita e' finita. Quella del partito certamente. Infatti aggiunge: "Ora la saluto, perche' sto partendo per New York dove dovro' discutere di fronte al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite i progetti per lo sviluppo del Sahel", e conclude "Perche' gli esami non finiscono mai". E forse al nuovo esame quello per succedere a Napolitano, che e' stato solo rimandato, di un paio d'anni, sara' questa volta presente, senza attendere notizie dalla lontana Africa. Anche perche' un po' di superstizione in politica non guasta. Ma Prodi dovra' fare attenzione all'eterno "nemico", quel D'Alema che si sta dando molto da fare. Anche lui cercando di mantenere un profilo super partes, anche se piu' attivo nel ruolo di sostenitore di Renzi e contro Bersani. Quest'ultimo una volta "fedele compagno" tanto da averlo portato lui alla segreteria, ma poi ingrato sempre di piu', fino ad escluderlo dai candidati al Colle. D'Alema medita la rivincita e certo non gli manca l'abilita' politica, superiore a quelli che i sono i suoi numeri all'interno del Pd. Ed eccolo pronto ad appoggiare la candidatura del giovane Renzi, che lo aveva si' "rottamato" per il partito ma non certo come risorsa per piu' alti incarichi. E con un ex dc alla segreteria e magari con un altro ex dc a palazzo Chigi, sarebbe piu' che naturale che al Colle ci andasse l'ultimo di valore dei post comunisti, anche per proseguire l'opera di Napolitano. C'e' ancora tempo, non si sa quanto, ma la partita e' nuovamente aperta.

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