ll Pdl minaccia la spallata al governo e Grillo vuole 'oscurare' Mediaset

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Rimane altissima la tensione sul governo Letta dopo il terremoto di ieri, con il Parlamento 'ostaggio' di un Aventino (sia pure ridotto) praticato dal Pdl per le vicende giudiziarie di Berlusconi e il mezzo consenso del Pd a questo diktat che ha ottenuto lo scopo di spaccare il partito - con i renziani all'attacco - e di scatenare le ire dei grillini. Il Cavaliere cerca di frenare i falchi del suo partito perchè non ha perso la speranza che la Cassazione il 30 luglio non si riveli  'matrigna' ma è indubbio che in caso di condanna l'esecutivo delle 'larghe intese' non avrà vita facile, anzi. E l'aut-aut esplicito lanciato dal capogruppo al Senato Renato Schifani dopoil vertice notturno a palazzo Grazioli chiarisce ancora di più la situazione (mentre i bookmakers quelli che accettano scommesse su tutto, già registrano puntate sulla 'fuga' del Cavaliere in caso di conferma della condanna per frode fiscale sui diritti Mediaset...). In questo quadro Grillo e M5S vanno all'attacco proprio di Mediaset dicendosi pronti a far intervenire la Guardia di Finanza per 'oscurarla' se si scoprisse, come loro ritengono, che la Tv di Berlusconi non ha le concessioni del governo per trasmettere. Un'ipotesi subito decisamente smentita dalla tv privata: "M5S non conosce le leggi". Comunque Schifani è stato esplicito: "È difficile rimanere nel governo con un Partito Democratico che si è detto pronto a votare la decadenza, immediata o meno che sia di Silvio Berlusconi in caso di condanna in Cassazione. Quindi la fiducia al governo è confermata finché esso persegue i punti programmatici del Pdl, come quelli sull’Imu e sull’Iva. Ma è certo che, nel caso di un evento traumatico per il partito, come una condanna di Silvio Berlusconi  - ha detto Schifani - che farebbe del Pdl un partito acefalo si presenterebbero non pochi problemi", cioè la spallata al governo Letta. Dal canto suo Beppe Grillo spara a zero su Pd e Pdl senza fare sconti a nessuno. "Il paese è in ostaggio a causa di un condannato per evasione fiscale a quattro anni di carcere in secondo grado. Ieri, per il suo processo, si è fermato per solidarietà persino il Parlamento. Hanno votato a favore - scrive l'ex- comico sul suo blog - gli impiegati del pdl nominati alle Camere dal Padrone e una parte degli impiegati del pdmenoelle nominati per corrispondenza, sempre dallo stesso Padrone. Il Partito Unico dell'Impunità che strepita contro la corruzione e l'evasione e si indigna per il mancato scontrino di un bar, ha per simbolo e Lord protettore (soprattutto di sé stesso) un evasore conclmato. Berlusconi, novello Sansone con il parrucchino al posto della chioma, minaccia di far morire con sé tutti i Filistei. Con la condanna definitiva da parte della Cassazione i suoi lacchè in Parlamento e i fedeli alleati del pdmenoelle, più fedeli del cane più affezionato, scomparirebbero come neve d'agosto. Presidenti, consiglieri, direttori piazzati un po' ovunque negli enti pubblici e parapubblici farebbero le valige. Uno sconvolgimento mai visto dalla fine della guerra. Siamo al punto da non capire più se è lui a non voler farsi processare o se sono invece i suoi sodali senza arte né parte come Gasparri, Alfano, Santanchè, Brunetta, Bersani, D'Alema, Epifani (pdl o pdmenoelle non fa differenza) a trattenerlo ad ogni costo, imbalsamato come la mummia di Lenin al Cremlino, in esposizione per gli elettori rimbambiti dalle televisioni di regime"

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