Pd spaccato tra governativi e renziani, la voglia di voto a ottobre con Letta...

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Mai c'e' stata tanta confusione nella poltica, con molti che sia a destra che a sinistra non sanno bene cosa fare ed ancora di piu' che cosa conviene fare. Era dai tempi di Tangentopoli,  he i partiti non apparivano cosi' sbandati e spesso in preda agli umori del momento. La sentenza della Cassazione del prossimo 30 luglio pesa su tutti come un macigno. E tutti sanno che comunque andra' a finire sara un big bang dagli effetti imprevedibili. Il Pd si e' spaccato tra governativi e la pattuglia, guidata ora dai renziani, contraria alle larghe intese. 70 senatori democratici ne hanno le tasche piene, avvertendo gli umori della base "Ma quando lo molliamo?" e cosi' hanno scritto una lettera per dire: "Basta autogol" e chiedono "uno scatto d'orgoglio". Sono quelli che sostengono Letta e che rietengono il governo "l'unica possibilita'". Quelli che dicono basta alla guerra dei vent'anni con il Cavaliere. "Bisogna - spiegano - valorizzare le scelte, certo faticose e non facili. Piacerebbe che fossero comunicate meglio le nostre ragioni". Si riferiscono in particolare alla votazione con il Pdl, che ha bloccato i lavori parlamentari per mezza giornata. Ricordano anche il senso di responsabilita' di sostenere un governo, "perche' chiamato a realizzare riforme a fronte di una crisi gravissima". I governativi puntano decisamente su Letta e se la situazione dovesse precipatare sarebbero favorevoli ad elezioni ad ottobre con lo stesso Letta candidato premier per sbarrare la strada a Renzi. L'attuale premier avrebbe cosi' anche la strada spianata per la segreteria. Ovviamente il piano non piace ai renziani, che sentono puzza di bruciato. Cosi' in 13 hanno a loro volta hanno presentato un documento per denunciare scelte "poco chiare e discutibili che hanno fatto parlare di un cedimento a Berlusconi". Poi vogliono in qualche modo rispondere a Matteo Orfini che parlando a Montecitorio dei colleghi che non hanno votato con gli altri la soapensione dei lavori si e' lasciato andare a un "siete delle merde". Epifani non sa piu' che pesci pigliare, da' ragione ai governativi e giustifica il voto di ieri, anche se ritiene necessario un chiarimento rapido con il Pdl: "Ieri abbiamo sventato con forza e giustamente il tentativo di Aventino del centrodestra". Non c'e' pace neanche a sinistra ed i prossimi venti giorni si annuciano infuocati.

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