Berlusconi spera... In gioco larghe intese. Coppi consiglia, "partita e' aperta"...

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Silvio Berlusconi qualche speranza ce l'ha di riuscirla a sfangarla anche questa volta. Sarebbe come pareggiare la partita della vita, che si stava perdendo 2 a 0, con un pareggio ai supplementari. Pensa che i giudici della Suprema Corte, visto che nel collegio non ci sono "toghe rosse", potrebbero anche salvarlo da una condanna che i piu' danno invece per scontata. C'e' da dire pero' che al Cavaliere sono arrivati messaggii rassicuranti o comunque possibilisti, che lo inducono a mettere "il bavaglio" ai suoi. Anche Franco Coppi, l'avvocato che ha preso in mano le redini della difesa, consiglia "calma e gesso", e' arrivato il momento decisivo dove non si puo sbagliare neppure una mossa. "E' Coppi - commentano i piu' prudenti - che deve combattere in tribunale, non noi che dobbiamo occupare le autostrade". Poi c'e' il messaggio di Berlusconi, che tende a fare passare la sentenza tutta come politica. Un modo per dire che il "governo non ha colpe", cosi' come non ne ha Napolitano. Ma anche governo e Napolitano sarebbero vittime della sentenza in caso di condanna. Insomma la sentenza e' pure "la sentenza sulle larghe intese" e sul capo dello Stato che le ha volute e battezzate. Non c'e' dubbio che per i giudici chiamati a decidere, la responsabilita' sia altissima, perche' la loro decisione scontentera' comunque la meta' degli italiani ed avra' inevitabilmente delle conseguenze politiche. Poi Berlusconi ha fatto la mossa di appoggiare i referendum radicali sulla giustizia. Tanto per dire che non e' solo lui a pensare il mondo delle toghe vada rivisto, senza dare fastidio piu' di tanto al governo. 

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