Pd a Berlusconi: o lo scranno o le aziende, Grillo-Pd prove di dialogo?

. Politica

Il Pd incalza Berlusconi, un ddl depositato al Senato prevede la modifica della ineleggibilita' (argomento sul quale sta discutendo la Giunta delle autorizzazioni del Senato) con l'incompatibilita'. Venticinque senatori, tra i quali il capogruppo, Luigi Zanda, hanno firmato la proposta. In un anno il Cavaliere dovrebbe scegliere tra la proprieta' delle aziende e lo scranno di senatore. Cosa prevede il provvedimento? Nessuna decadenza automatica in caso di ineleggibilita', bensi' la possibilita' di scegliere. Tempo per fare la scelta: un anno. L'azionista di controllo  eletto parlamentare deve conferire entro trenta giorni ad un soggetto non controllato, ne' collegato, il mandato irrevocabile a vendere entro 365 giorni le partecipazioni azionarie. Ma non ai figli e a parenti fino al quarto grado e nemmeno agli attuali amministratori. Naturalmente si tratta solo di una proposta di legge, che andrebbe esaminata ed approvata dai due rami del Parlamento. Ma dimostra la tensione esistente nel Pd in vista della sentenza del 30 luglio della Cassazione. Sono sempre piu' numerosi i segnali di insofferenza nei confronti del Cavaliere, segnali che fanno capire che per il Pd sarebbe molto, ma molto, difficile proseguire le larghe intese nel caso di condanna di Berlusconi. Dunque non e' solo il Pdl che non avrebbe piu' intenzione di appoggiare Letta, ma lo stesso Pd, che a partire dalla base non vede l'ora di "mollare" la scomoda alleanza. E c'e' gia' chi lavora per preparare le condizioni per tentare un governo con Grillo, che alcuni definiscono piu' "morbido" dopo l'ultimo incontro con Napolitano. Ma non tutto il Pd, che con Berlusconi si sta giocando anche la partita congressuale, e' d'accordo. E cosi' si assiste ad un duello Renzi-Letta. Ed i lettiani, e non solo loro, preferirebbero, in caso di crisi, andare a votare ad ottobre con Letta candidato premier.

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