Renzi studia da premier: da Merkel e poi da Obama, spera nel "Caimano condannato?"

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Matteo Renzi studia da premier. Giovedi' scorso ha avuto un faccia a faccia con la Merkel, tenuto riservatissimo. Il sindaco e' volato a Berlino per presentarsi alla Cancelliera, prima tappa del suo tour europeo. Prossimo appuntamento, il piu' importante, quello con il presidente americano, Obama. I contatti con la Casa Bianca sono gia' avviati e Renzi spera di potere avere un colloquio entro il mese. Gli Stati Uniti sono sicuramente la tappa inevitabile per chi vuole candidarsi al governo dell'Italia. E qui la fortuna e' venuta in aiuto del giovane rottamatore. Gia' perche' Obama ha cambiato l'ambasciatore a Roma. A Villa Taverna arrivera' john R. Phillips, che conosce molto bene Renzi ed ha una bella tenta in Toscana, nel senese. I due si sono gia' visti piu' volte a Firenze e si dice anche che l'ambasciatore creda nel Renzi politico, considerandolo un'oppurtunita' per l'Italia. Il debutto sulla scena internazionale e' comunque avvenuto con la Merkel, il premier piu' importante d'Europa, la cancelliera che anche dopo le elezioni di settembre continuera' a guidare il governo tedesco, perche' gode della fiducia dei suoi connazionali. "Letta e' sempre stato tenuto al corrente", assicurano nell'entourage del sindaco, tornando a giurare sulla massima lealta' nei confronti del premier in carica. Ma prima o poi arrivera' lo scontro, quando entrambi vorranno candidarsi per guidare il prossimo governo. Renzi vuole che gli alleati sappiano di persona chi e' questo giovane sindaco, che ha fatto e fa della rottamazione la sua arma migliore, ed ora punta diritto alla presidenza del Consiglio, magari facendo tappa alla segreteria del Pd. Era stato proprio Massimo D'Alema a consigliare a Renzi di farsi le ossa a livello internazionale, tanto da suggerirgli una candidatura a Strasburgo, rinunciando per ora alla segreteria. Ma come tutti i giovani un po' discoli, Renzi ha preso per buono solo la parte del cosiglio, che gli faceva comodo, quella di farsi meglio conoscere all'estero. Per quanto riguarda il farsi da parte, invece ha risposto con "no, grazie", perche' l'ha interpretato come un modo per sbarrargli il passo. Sospetto tutt'altro che infondato, dal momento che D'Alema, si sarebbe lasciato sfuggire: "Ma mica vorrete dare il Pd a Renzi?". Sono in molti a temere nel Pd che una sentenza di condanna nei confronti di Berlusconi a fine mese, possa fare precipitare le cose e favorire l'ascesa di Renzi. "Gia' vedo la scena, il bis di quanto accadde per l'elezione al Quirinale", si sfoga un pd importante dell'ala governativa (quelli che vogliono Letta e non Renzi premier e che temono anche un'alleanza con i grillini, sicura portatrice di "sventure"). "Sel, popolo viola e quello di Repubblica che assediano il Parlamento urlandoci di fare subito cadere il governo con il Caimano condannato. E noi quanto potremmo reggere? Neppure un minuto, temo". A quel punto una crisi di governo ed elezioni ravvicinate, con Renzi candidato premier sarebbero inevitabili". Anche per questo a palazzo Chigi sperano almeno nel rinvio a settembre della sentenza su Berlusconi, decisione che potrebbe essere presa il prossimo 30 luglio dalla Cassazione su rischiesta della difesa. I termini per la prescrizione sarebbero infatti fatti salvi dall'udienza e a decidere potrebbe essere la sezione normale di competenza e non piu' quella feriale. Ma Berlusconi vuole ancora rimanere sulla graticola? Oppure andare a sentenza vada come deve andare.

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