Calderoli indagato, scambio accuse Letta-Maroni, il gelo di Napolitano

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Non e' come il pasticcio Kazako ed in questa vicenda non c'entra direttamente il governo, ma solo il Senato, pero' la vicenda contribuisce ad alzare la tensione tra le forze politiche in questo luglio bollente. "L'orango" diventa involontariamente protagonista dell'estate politica. Ora Roberto Calderoli e' formalmente indagato dalla procura della Repubblica di Bergamo con l'ipotresi di diffamazione aggravata dall'odio razziale. L'indagine ovviamente  e' riferita alle note parole pronunciate dal senatore leghista sabato a Teeviglio, quando in un comizio aveva parlato del ministro Kyenge, come di una persona con le "sembianze di orango. Ma la partita essendo Calderoli vicepresidente del Senato e' diventata tutta politica con l'accusa di razzismo rivoltagli da tutte le parti, con le sinistre i grillini ed il Pd, che vogliono la sua testa. Anche il presidente Napolitano si e' detto indignato per la vicenda. E tra Letta e Maroni, con il secondo che ritiene il caso chius, si e' svolto uno scambio di accuse. Aveva cominciato Letta esprimeno la propria insoddisfazione per le mancate dimissioni di Calderoli, al termine del suo discorso di scuse al Senato ed era partito anche un avvertimento a Maroni per "consigliare" Calderoli al meglio. Replica di Maroni che aveva considerato la dichiarazione di Letta "una scivolata" per il suo riferimento alla collobarozione tra i due per l'Expo 2015. Controreplica di palazzo Chigi: "Altro che tutto rientrato. La scivolata e' solo quella di un leader che non riesce a a fare dimettere Calderoli da vicepresidente del Senato. Una carica, purtroppo, non oggetto di voto di sfiducia. Cosi' Maroni e' correo dell'insulto al ministro Kynge". Ma dietro tanta durezza da parte di Letta forse c'e' qualcosa e forse quella "pratica" delle dimissioni giudicata "sostanzialmente inevasa" dalle parti del Colle. E si sa quando Napolitano interviene duramente su un argomento, e la su indignazione per le parole di Calderoli, non era routine, pretende rispetto. Lo sa anche Maroni, che pero' cerca di metterci una pietra su: "Io correo? Non diciamo stupidaggini. Per me la questione e' chiusa. Calderoli si e' scusato e Letta farebbe meglio a occuparsi di altre cose, come il caso kazako, visto che la questione riguarda il Senato e non il governo".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




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