Duello Renzi-Letta sul giallo kazako, Alfano isolato? E Berlusconi?

. Politica

Sul giallo kazako, che comnunque vadano a finire le cose, rimarra' un brutto pasticcio, con molte ombre e tante verita', si gioca la vita delle larghe intese e dunque di Letta che le presiede ed il futuro piu' immediato del giovane ed impaziente Renzi, che non vede l'ora di potere correre come premier del centrosinistra, piu' ancora che fare il segretario del Pd. Alfano nel suo discorso di difesa al Senato era anche plasticamente tremendamente solo, vicino a lui ne' il premier Letta, ne' il ministro degli Esteri Bonino. E poi alla fine applausi solo dal centrodestra e gelo dai banchi del Pd. Un Pd al bivio, per l'ennesima volta, chiamato a decidere se alzare il pollice verso nei confronti del titolare degli Interni oppure no. I senatori si riuniranno domani, mentre il voto e' previsto per venerdi' e questa volta alla presenza di Letta. Renzi ed i suoi stanno cercando di coinvolgere anche direttamente Letta nell'intricata vicenda. Naturalmente il voto dell'aula del Senato sara' decisivo per la soppravvivenza del governo. Se Alfano fosse sfiduciato la crisi sarebbe immediata. Cresce l'insofferenza dei renziani: "Alfano ha mentito al Parlamento, siamo propensi a votare la sfiducia". Si riferisconi alle parole di Giuseppe Procaccini, il capo gabinetto del Viminale, che si e' visto cacciato dal suo ministro. Sostiene di avere informato Alfano dell'incontro con l'ambasciatore kazako, "venuto a parlare della ricerca di un latitante". Ma non sono solo gli uomini del sindaco, 12 senatori, a invocare nel Pd le dimissioni di Alfano. Il fronte si sta allargando, tanto da fare chiedere, tramite Cuperlo, candidato alla segreteria da D'Alema, ad Alfano un gesto di "grande sensibilita' istituzionale e politica e di grande responsabilita'", cioe' di dimettersi da ministro dell'Interno, conservando la carica di vicepremier. E qui rientra in gioco di nuovo lui, Silvio Berlusconi. Che dice, che pensa, che fa? Si domandano un po' tutti. Appoggia fino in fondo Alfano, oppure lo "baratta" di fronte all'ennesima promessa di clemenza nei suoi confronti sul fronte giudiziario, che a fine luglio, il 30 dovra' decidere sulla sentenza del secolo?".  "Alfano non ha nessuna colpa e non si tocca". Non si tocca ne' lui, ne' il governo", fa sapere il Cavaliere. C'era chi stava gia' accreditando la voce che Berlusconi fosse pronto a "sacrificare" il suo delfino. Nell'interesse nazionale (per la sentenza della Cassazione), nell'interesse del paese (per le larghe intese), o per tutte e due?. Ma Berluscobi ha spiegato: "Cominciamo a dire che questo caso e' esemplare, nel senso che rivela come la burocrazia abbia prevalso sulla politica. E la burocrazia che ha deciso di potere fare da sola, muovendosi in autonomia e con l'avvallo di ben quattroi magistrati. O i giudici sono bravi solo quando si occupano di Berlusconi?. Eh no, i magistrati hanno dato validita' formale al provvedinento di espulsione". Il Cavaliere ricorda: "Ai miei tempi. quando venne perpetrata l'intrusione nella mia vita privata con un dispendio di mezzi ed uomini degno di miglior causa, il titolare del Viminale dell'epoca non sapeva nulla, di nulla". Poi Berlusconi tirato pure direttamente in ballo per un suo presunto incontro in Sardegna con il dittatore kazako, spiega: "Vengo sempre messo in mezzo per qualsiasi cosa. La verita' e' che con questo Nazarbayev io non ho nessun rapporto di amicizia, figuriamoci di intimita'. Una falsita' la storia che l'avrei visto in Sardegna". Eppoi (una giustificazione non richiesta e tantomeno dovuta...), come avrei potuto? "Galliani mi ha detto che la villa dove Nazarbayev ha soggiornato non ha lo spazio per fare atterrare un elicottero. Quindi...)". E Galliani come lo sa? Infine su Alfano: "Ho la piu' grande fiducia verso di lui. E' un giovane valente, attivo, generoso. Non ha di che temere". Non c'e' la parola fidato, forse tra tanti aggettivi il Cavaliere se ne sara' dimenticato.  

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