Il bersaglio e' Letta, il giallo kazako il pretesto, il Pd e' spaccato

. Politica

Questo giallo kazako, che sta agitando la politica e seminando venti di tempesta, in preparazione all'uragano delle decisioni della Cassazione su Berlusconi, e' un pretesto, seppure il caso Shalabayeva sia grave e delicato sul pianbo internazionale. Ma altri paesi europei e gli stessi Usa come si sarebbero comportati? Avrebbero chiuso rapidamente la pratica? Ma anche un governo italiano non di coalizione? L'inghilterra ad esempio ha invitato la giovane donna e la figlia, ad allontanarsi, perche' evidentemente poco gradiva la presenza della consorte del signor Abyazov, sodale prima ed avversario poi di Nazarbaev, insomma un oligarca, tutt'altroche cristallino in fuga, con milioni di dollari, per mezzo mondo. I diritti umani, forse, sono un'altra cosa. Ma tant'e', molti nostrani sono usi a ficcarsi nei pasticci. I veri attori sono Renzi e Letta, con tutto il Pd a partire da Epifani, D'Alema e Bersani, copratogonisti e con Berlusconi sullo sfondo a fare il cattivo antagonista. Napolitano assiste sconsolato alla recita e vorrebbe almeno salvare la sua creatura "le larghe intese". Probabilmente il governo non cadra' e il Pd terra' conto delle raccomandazioni di Napolitano. Ma il Pd ha ufficializzato la sua spaccatura, che rimarra' a lungo, anche ed oltre le larghe intese ed il governo. La sorte di Angelino Alfano ormai e' diventato il riflesso dei problemi del Pd. Dietro la sagoma del vicepremier c'e' quella di Letta, il "bersagio grosso". Con lui ce l'ha Renzi risucchiato sempre di piu' da ragioni personali, vorrebbe il suo posto, ma anche tutti quelli che nel Pd sono contro il premier per ragioni politiche, non sopportano proprio le larghe intese ed ancora meno l'alleanza con Berlusconi. Che se divenisse di qui a breve "un caimano condannato", non potrebbero davvero tollerare un minuto in piu' la "strana maggioranza". A voglia gli appelli di Napolitano a tenere separate vicende giudiziari dalla vita del governo. Renzi da giovanotto furbacchione, alla Fonzie, avverte che e' giunto il momento di cavalcare i malumori del Pd per arrivare, non tanto alla segreteria, quanto alla guida della premiership per i centrosinistra ad elezioni anticipate, che mettano una pietra tombale sulle larghe intese. Domani andra' in onda il primo atto della commedia e Letta, salvera' le penne. Poi sara' di nuovo piccione per il tiratore Renzi. Ma attenzione anche Letta e' di scuola dc, e gia' sta dimostrando una notevole abilita' anche tattica. E non e' detto che alla fine non sia proprio lui a vincere. E se Berlusconi non fosse condannato (almeno a breve) e Letta riuscisse a fare le riforme e ad avviare un minimo di ripresa, quale sarebbe la fine di Renzi? C'e' qualche maligno che sussurra: "Il piu' giovane rottamato, in un apposito museo sul Ponte Vecchio. Aperto a tutti...)

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