La carta coperta, ma non tanto, di Napolitano

. Politica

"Nessuno si lasci contagiare da quell'insana euforia del cupio dissolvi, nessuno si illuda di spodestare Letta da palazzo Chigi, magari per provare qualche avventura. Altrimenti... Altrimenti potrebbe accadere di tutto, cioe' che si richiuda quella "finestra per tempi eccezionali" che aveva portato Napolitano a cambiare idea e a tornare al Quirinale. Insomma Napolitano potrebbe dimettersi". Sono stati ambienti del Quirinale a precisare meglio il senso delle sue dichiarazioni, rimandando anche a quanto disse il 22 aprile, nel suo dicorso di insediamento alla Camera, quando lascio' intendere - ed era il patto non scritto in base al quale aveva accettato il secondo mandato - che non esistono alternative rispetto alle larghe intese e alla stabilita' del governo. Anche in dichiarazioni piu' recenti Napolitano ha ribadito il concetto "in caso di sordita' ne trarro' le conseguenze". Il suo' altola' ai tatticismi e' completo: "Inviterei coloro che lavorono su ipotesi piu' o meno fumose o arbitrarie, a non contare su decisioni che, quando si fosse creato un vuoto politico, spetterebbero al presidente della Repubblica, e che io non staro' certo a guardare". Chiaro? Piu' di cosi'... E il pensiero e gli intendimenti di Napolitano riguardano anche la prossima sentenza della Cassazione, con l'invito mai venuto meno a tenere distinti il piano giudiziario e quello di governo.

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