Nonostante Napolitano governo difficilmente sopravviverebbe a condanna Berlusconi il 30 luglio

. Politica

Tra dieci giorni, sempre che non arrivi un rinvio che continuerebbe a mantenere tutto in sospeso, la Cassazione decidera' se condannare o meno Berlusconi per i diritti Tv. Se confermera' la condanna al Cavaliere tocchera' lasciare il Senato (meglio le dimissioni che vedersi dichiarare decaduto dai suoi colleghi) e scontare la pena che sara', almeno per il momento, ridotta ad un anno. Ed i giudici dovranno decidere cosa fare, domiciliari, servizi sociali o carcere. Perche' c'e' anche questa possibilita' se i giudici dovessero ritenere esistere un pericolo di fuga. Il presidente Napolitano ha gia' messo le mani avanti lanciando un avvertmento alla "lobby della crisi", presente sia nel Pd che nel Pdl. Quando ha consigliato di attendere "con rispetto" il giudizio della suprema Corte, e di non sovrapporre impropriamente piani che debbono rimanere separati, il capo dello Stato parlava a tutti: sia a Berlusconi, sia al Pd. Per Napolitano le larghe intese non possono fallire ora, per uno scontro tra centrodestra e magistratura. E non possono essere prese a pretesto da altri. Valgono a poco le domande su cosa succcederebbe in caso di crisi, quali maggioranze si potrebbero formare e se sarebbero in grado di traghettare il paese in questa difficile situazione. Il buco nero e' ben presente davanti a tutti, ma ad infilarcisi basta un momento. E per di piu' Napolitano, e' uno di parola, soprattutto politica, e quando dice una cosa e' quella. E se non lo ascolteranno potrebbe veramente dimettersi. Cosi' il quadro potrebbe essere non dei migliori, senza presidente della Repubblica, con il capo del centrodestra interdetto e "ristretto", con il Pd ed il Pdl nel caos, divisi anche dentro di loro in fazioni. 

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