Alfano: "Non voglio neanche pensare ad una condanna di Berlusconi"

. Politica

Il 30 luglio si avvicina, mancano una manciata di giorni per sapere se Berlusconi sara' condannato o no anche dalla Cassazione, con la conseguente estromissione dalla vita politica e dalla carica di senatore. Il governo e le larghe intese rischiano e molto. Alcuni pensano anche alla possibilita' che la Cassazione in sezione feriale opti per un rinvio, rimandando tutto a settembre. "Non voglio neanche pensare all'ipotesi di una condanna", ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano in un'intervista al Corriere. "Resteremo uniti - ha spiegato - ancor di piu' fino al 30 luglii, perche' la nostra preoccupazione per la vicenda giudiziaria e' fortissima. Si e' gia' verificato una volta che esperienze politiche democratiche siano finite per via giudiziaria e non vogliamo nenache pensare che il leader piu' votato nella storia possa essere estromesso in questo modo". Tra l'altro Alfano non vede nessuna alternativa possibile alle larghe intese. "Siamo riusciti a superare scogli difficili e spero che rimettendo al centro l'economia si trovino soluzioni per tirare fuori dalle secche il nostro paese. Del resto la nostra opinione non e' cambiata: non c'e' una terza via tra questo governo ed il caos". Poi Alfano afferma  di non avere mai pensato ad un passo indietro per la vicenda kazaka e che non ci sara' alcun rimpasto. I kazaki? "Procaccini mi parlo' dell'arresto di un latitante. Nulla di piu'". Ed ancora: "E' un'operazione che non avrei mai avvallato. Ma posso dire che se davvero avessi autorizzato la procedura di espulsione per la moglie del dissidente e la figlia di sei anni, l'avrei subito ammesso e poi avrei difeso la mia scelta. Del resto c'erano anche le autorizzazioni della magistratura, potevo celarmi dietro quei provvedimenti". 

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