Omofobia con carcere: il Pd vuole la legge, il Pdl e' spaccato

. Politica

La legge sull'omofobia rischia di trasformarsi in un'altra grana per il governo delle larghe intese, proprio alla vigilia della sentenza su Berlusconi. E' intervenuto anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, che sulle questioni spinose parla a nome di Letta. Franceschini boccia la richiesta di alcuni deputati del Pdl che volevano congelare i temi etici, omofobia compresa, con una sorta di moratoria. Fase che sarebbe servita ad evitare divisioni con maggioranze variabili, che potrebbero ostacolare il cammino del governo. Ma tutto il Pd, e questo fa notizia, per una volta e' compatto nel difendere il provvedimento. Divisi invece quelli del Pdl, tra chi accetta un copromesso e chi invece e' decisamente contrario. La soluzione di compromesso e' stata trovata dai due relatori del ddl, Scalfarotto del Pd e Leone del Pdl, si tratta di un unico articolo, che ratifica l'accordo faticosamente raggiunto. In base al nuovo emendamento, che riscrive il testo base, si estende la legge Reale-Mancino alle motivazioni legate all'omofobia e alla transfobia. Il nuovo articolo elimina la parte che oltre alla pena carceraria (fino ad un anno e sei mesi) a chi viene condannato per discriminazione motivita dall'orientamento sessuale, veniva prevista anche la destinazione ai servizi sociali o ai lavori di pubblica utilita'. Insomma carcere e basta e sara' reato anche dare a qualcuno del "frocio" o del "culattone", a seconda dei dialetti. Ora il provvedimento sara' votato in commissione Giustizia alla Camera ed il 26 luglio passera' all'esame dell'aula. Dove si annuncia battaglia. Infatti la sinistra, con Vendola in testa, considera la legge solo un "primo passo" rispetto al vuoto normativo, e parla di "testo monco". Ancora piu' duri i grillini, secondo i quali "il Pd pur di non intralciare le larghe intese si tira indietro anche sulla legge contro l'omofobia, sulla quale il M5S era disposto a collabarorare per migliorare il testo". Ora e' da ricordare che il Pd da solo alla Camera ha una maggioranza autosufficiente per approvare la legge. Certo se al voto si dovessero aggiungere la sinistra di Sel ed i 5 stelle, qualcuno potrebbe parlare di maggioranza variabile, se ci sara' l'assenza dei voti del Pdl. Non si tratta di uno scoglio insuperabile per Letta, ma certo di possibili nuovi scossoni si'.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi