A - 6 dal big bang, Napolitano avverte "Niente azzardi, elezioni anticipate dannosa patologia"

. Politica

Ci siamo quasi, mancano sei giorni al fatidico martedi' 30 luglio, quando la Cassazione, dovra' decidere su Berlusconi e sul suo futuro politico, in quella che e' stata definita la sentenza del secolo. Potrebbe anche decidere un rinvio a settembre prolungando l'agonia per il Cavaliere ed il "sospeso" per tutta la politica italiana. Oppure si pronuncera', probabilmente il giorno successivo. Intanto Napolitano torna a fer sentire la sua voce alta e forte, non legata direttamente alla vicenda giudiziaria, ma in risposta (anche duramente polemica) con Bertinotti, che gli aveva indirizzato una lettera sul Corriere. E sempre sulle colonne del prestigioso quotidiano, Napolitano ha ribattuto mettendo in guardia: "di azzardi la democrazia italiana ne ha gia' vissuti troppi" e ricordano come "il frequente e facile ricorso a elezioni politiche anticipate sia una delle piu' dannose patologie italiane". In pratica Napolitano ribadisce di vedere quello di Letta e delle larghe intese come l'unico governo possibile pur rilevando "No posso certo congelare, ne' blindare (termini, entrambi, di fantasia o di polemica ad effetto) un governo, per'altro fresco di nomina. Ed a Bertinotti che gli scriveva che quella attuale e' solo una delle maggiorranze possibili, Napolitano replica: "C'e' bisogno di ricordare l'esperienza di Bersani, da me incaricato senza alcun limite, di esplorare su una maggioranza diversa da quella di Letta?  E gli sviluppi politici fanno delineare quella possibilita' di cui Bersani dovette registrare l'insussistenza? Napolitano rammenta poi che "il Parlamento e' ovviamente libero in ogni momento di votare la sfiducia a Letta. Ma il presidente ha il dovere di mettere in guardia il paese e le forze politiche rispetto a rischi e contraccolpi assai gravi, in primo luogo sotto il profilo economico e sociale, che un'ulteriore destabilizzazione e incertezza del quadro politico-istituzionale comporterebbe per l'Italia". Bertinotti ex segretario di Rifondazione comunista ed ex presidente della Camera gli aveva detto: "Non puo' congelare d'autorita' una delle possibili soluzioni al problema del governo, quella in atto, come se fosse l'unica possibile, come se fosse prescritta da una volonta' superiore o come se fosse oggettivata dalla realta' storica".

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