Il 30 luglio a settant'anni dal 25 luglio, i "Due Cavalieri" Mussolini-Berlusconi

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Da settant'anni il 25 luglio e' una data simbolo, rappresenta insieme la caduta del capo, la liberazione, la liberta', il voltafaccia, il tradimento, ed insieme e' l'inizio di una lunga separazione degli italiani, con prima una guerra civile e poi quelle divisioni, che soprattutto negli anti (gli anticomunisti e gli antifascisti), mantengono ancora le loro radici. Gia' perche' non ci sono piu' ne' i fascisti, ne' i comunisti... il 25 luglio e' anche un evento storicamente unico: un dittatore che va al Gran Consiglio, ben consapevole del suo destino e che cade con un voto democratico a larga maggioranza (19 gerarchi approvarono l'ordine del giorno Grandi, che defenestrava il Duce, mentre i no furono 7). Probabilmente, almeno in quel momento, non vi sarebbe stato cambiamento di regime, se il Cavaliere, Benito Mussolini, non avesse accettato ed in qualche modo non ostacolato la sua uscita di scena. Mussolini era ormai sfiduciato, quasi rassegnato e a chi lo incoraggiava ad un colpo di forza, avrebbe risposto, scartando le varie prospettive: "Arrestare tutti? Occupare Roma con la divisione M con l'aiuto dei tedeschi? Chiedere l'aiuto degli stranieri? La possibilita' di una guerra civile alle spalle delle truppe delle truppe chierate contro il nemico?".  Mussolini era ormai prigioniero di se stesso e delle nuove tragedie, che si affacciacano: da Salo' a Verona, alla guerra civile per finire insieme a Claretta Petacci a piazzale Loreto. A settant 'anni di distanza sta per ricorre un altra data il 30 luglio, che potra' entrare nella storia, senza la stessa drammaticita' e conseguenze, ma certamente con effetti politicamente dirompenti. Sara' un caso che Berlusconi sia il secondo Cavaliere? E sara' un caso che sempre di ventenni si parli, quello del duce e quello di Berlusconi? E poi ci sono i vent'anni da mani pulite. Insomma quei corsi e ricorsi storici, cosi' distanti, cosi' differenti, ma anche con delle assonanze. C'e' un aria strana di tempesta in arrivo, come se dovesse accadere qualcosa all'improvviso, qualcosa che si annida dietro alle nubi scure che offuscano l'orizzonte politico. E' qualcosa che si annusa nella politica, nelle penne dei commentatori, nei protagonisti della scena politica. Ed e' inquietante, perche' alle molte domande, ai molti interrogativi , non ci sono risposte sicure. Risposte che non hanno nemmeno i massimi responsabili delle istituzioni come Napolitano, che puo' solo fare valere tutta la sua saggezza e tutta la sua esperienza politica e tutto il suo amore per la democrazia. Sia come sia, l'esito di questa vicenda, che si compira' con la sentenza della Suprema Corte, il prossimo 30 luglio, minaccia di rompere non solo le larghe intese ma tutti gli equilibri politici dentro e fuori i partiti. Con anche profonde lacerazioni al loro interno. Se Berlusconi sara' condannato, se si parlera' del "Caimano condannato" come del diavolo da cacciare da ogni dove, che finisca chiuso in cella o in qualche dorata casa, si aprira' una pagina nuova non solo per lui, ma per tutti. L'inizio si conosce, la fine, come sempre, no. 

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