Duello Letta-Renzi nel Pd, vuoto nel Pdl con Alfano azzoppato per il dopo Berlusconi

. Politica

Mancano appena tre giorni alla sentenza della Cassazione che decidera' il destino politico e non solo di Berlusconi. E la decisione su di lui non riguardera' solo il Cavliere ma tutto il Pdl ed indirettamente il suo elettorato. La direzione del Pd ha rimandato tutto, e non poteva essere altrimenti, al giorno dopo la sentenza, gia' mercoledi' potrebbe riunirsi nuovamente. Ma il partito e' spaccato. La vera posta in gioco non e' tanto la guida del partito, oggi meno allettante di "ieri politico" (cioe' quando erano le segreterie a decidere tutto, a partire dalle nomine), quanto chi correra' per il Pd per guidare il nuovo governo, che quando sara', tutti a sinistra si augurano non sia piu' di coalizione, e comunque non con Il Pdl. Quindi se in passato era proprio il centrosinistra alla affonnosa ricerca di un leader, ora ne ha addirittura due, anche se ovviamente sara' solo uno a spuntarla. Bella lotta. Dall'altra parte invece il vuoto e' assoluto. E Angelino Alfano, presunto delfino, non solo non ha trovato quel "quid" che gli mancava secondo il re per essere leader, ma e' pure inciampato appena saliti gli scalini del Viminale sull'affare kazako. E si e' fatto male, molto male, tanto che ancora zoppica vistosamente. Poi c'e' Berlusconi che sembra diventato un "Caimano matto", nel senso che fantastica di potere guidare le sue truppe di Forza Italia 2.0, a mo' di Grillo, anche da "casa", che poi potrebbe anche essere, nella per lui piu' malaugurata delle ipotesi, una cella. Ma anche se fosse una casa dorata, dopo essere stato estromesso con l'interdizione dai pubblici uffici dalla scena politica, potrebbe veramente etodirigere un movimento? Se non impossibile certamente molto dificile, perche' nella migliore delle ipotesi se condannato sara' affidato ai servizi sociali per un anno, con un giudice che vegliera' su ogni suo movimento. E non sono solo da escludere comizi od interventi a mezzo stampa, ma anche qualcosa di piu' di semplici e limitati movimenti personali. E questo in attesa di altre sentenze, che potrebbero solo peggiorare la sua situazione. Chi allora per il Pdl o meglio per Forza Itala 2.0? Se aspettano quelli del Pd a fare le loro scelta a maggior ragione puo' aspetttare il Pdl, che sara' il primo ad esre investito dal possibile tsunami politico del dopo sentenza. C'e' sempre l'ipotesi di salvare l'onore, salvando il nome, per proseguire l'avventura politica. La carta coperta e' sempre lei, la figlia Marina. Che noia e soprattutto che stizza per gli avversari dovere continuare ad avere a che fare con Berlusconi. Non ne bastava uno?  L'entourage del Cavaliere si divide tra pessimisti, che poi sono i falchi e quelli moderatamente ottimisti. Tra questi per fortuna di Berlusconi c'e' il suo avvocato, Franco Coppi, che ha preso le redini a galoppo avviato, ma non dispera di portare a casa l'ennesimo successo della sua carriera. C'e' pero' tra le ipotesi piu' acreditate delle ultime ore anche la possibilita' che la Suprema Corte decida per un rinvio. A quando? Le date sarrebbero importanti per il totogiudici, con uno spartiacque, il 15 settembre. Prima sarebbe sempre una sezione feriale della Cassazione a giudicare, e si dice con giudici piu' ostili a Berlusconi, di quelli che si riuniranno tra tre giorni. Dopo sarebbe invece per il Cavaliere un terno al lotto, almeno cosi' lui crede, perche' sarebbe la terza sezione, quella ordinaria ad emettere la sentenza del secolo. E si tratterebbe degli stessi giudici che hanno gia' stabilito che Mediaset non si puo' ricondurre automaticamente a Berlusconi, punto chiave dell'accusa sulla base della quale e' stato condannato. Ma se rinvio sara', sara' anche un rinvio per tutta la politica italiana, ormai da troppo tempo sulla griglia, incapace di disegnare gli scenari futuri senza sapere se "lui" ci sara' ancora o no. E si' che a Montecitorio e dintorni si parla da anni del dopo Berlusconi. Intanto sono spariti molti di quelli che facevano progetti con tanto di schemi e spartizioni, senza che si sia deciso alcunche'. A tre giorni dal giudizio politco universale, nessuno ne' a destra, ne' a sinistra sa cosa accadra' in caso di condanna. Troppe le variabili possibili.

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