Berlusconi: "Non faro' come Craxi, pronto al carcere", sarà il Pd a fare cadere Letta

. Politica

"Non faro' l'esule, come fu costretto a fare Bettino Craxi. Ne' accettero' di essere affidato ai servizi sociali, come un criminale che deve essere rieducato. Ho quasi 78 anni e avrei diritto ai domiciliari", ma se vorranno il carcere, "se si assumono questa responsabilita' andro' in carcere". A meno di 48 ore dalla decisione della Suprema Corte, che pero' secondo alcune voci, potrebbe anche decidere un rinvio a settembre, una volta fatti salvi i termini per la prescrizione, Silvio Berlusconi parla con Libero. Poi smentisce, ma mica tanto, e dice comunque di volere "coninuare ad offrire il suo contributo al popolo dei moderati". E' la pazza idea che ormai Berlusconi si e' messo in testa, anche se condannato, dal carcere o da una casa dorata, vuole continuare a dettare le lineee di Forza Italia 2.0, a mo' di Grillo, via web e lontano dal Parlamento. Ma sara' possible? Difficile, molto difficile. Berlusconi con Belpietro ha anche parlato dellle sorti del governo, garantendo la sua massima fiducia a Letta ed alle larghe intese. "Non saro' certo io a fare cadere Letta, ma sara' il suo partito a farlo". Ed aggiunge: "Se venissi condannato, il Pd non accetterebbe di governare insieme con un partito il cui leader e' agli arresti ed interdetto dai pubblici uffici". E Berlusconi fa un'analisi molto lucida. Sarebbe infatti molto complicato per il Pd, gia' in pieno subbuglio, continuare a governare alleato con "il Caimano condannato". Poi, sempre in caso di condanna, il Senato dovra' votare, sempre che Berlusconi non si dimetta prima, la sua decadenza dallo scranno di palazzo Madama. Insomma dalla prospettiva di diventare senatore a vita a quella di essere condannato all'esclusione a vita dalla politica.

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